Un sospiro di sollievo a metà per gli automobilisti italiani. Il governo ha varato la quinta proroga per il taglio temporaneo delle accise sui carburanti, estendendo le misure di alleggerimento fiscale per altre quattro settimane, fino al 3 luglio 2026. Il decreto ministeriale (Economia di concerto con l’Ambiente) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale proprio nel giorno in cui scadevano i precedenti sconti.
Tuttavia, il provvedimento introduce una pesante novità per i possessori di auto a gasolio: se per la benzina viene confermato lo sconto attuale, per il diesel il taglio viene ufficialmente dimezzato, passando da 10 a 5 centesimi al litro (che diventano 6,1 centesimi includendo l’Iva al 22%). Si tratta del secondo dimezzamento consecutivo per il gasolio dopo quello introdotto con il precedente decreto-legge “accise-quater”.
La contabilità del decreto: 150 milioni dall’extragettito IVA
L’intera operazione finanziaria costerà alle casse dello Stato 149,4 milioni di euro. Come già accaduto per i precedenti interventi della cosiddetta “accisa mobile”, il governo non ha dovuto varare nuove coperture di bilancio, ma ha attinto direttamente ai tesoretti generati dall’inflazione:
Il testo del decreto ministeriale: «Alle minori entrate derivanti dalla proroga si provvede con quota parte del maggior gettito conseguito nel periodo dal primo maggio al 31 maggio 2026 in relazione ai versamenti periodici dell’imposta sul valore aggiunto (Iva)».
L’accisa sulla benzina resta dunque bloccata a 622,90 euro per mille litri, mentre quella sul gasolio sale da oggi a 622,90 euro per mille litri (rispetto ai 572,90 euro precedenti), pareggiando la tassazione base tra i due carburanti per la durata del decreto.
I prezzi alla pompa e le stime sui rincari
La rimodulazione dello sconto statale incrocia una fase di parziale calo dei prezzi internazionali del greggio. Secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), i prezzi medi nazionali si attestano sotto la soglia psicologica dei 2 euro, ma lo scenario è destinato a mutare da domani:
| Area di rifornimento | Benzina (Self) | Diesel (Self) | Impatto stimato del nuovo decreto sul Diesel |
| Rete Stradale Ordinaria | 1,921 €/litro | 1,980 €/litro | Destinato a superare nuovamente i 2,00 €/litro |
| Rete Autostradale | 2,020 €/litro | 2,072 €/litro | Balzo immediato oltre la soglia di 2,12 €/litro |
«Il prezzo dei carburanti è costantemente in discesa sotto i due euro», ha rivendicato il ministro delle Imprese Adolfo Urso, difendendo la scelta della rimodulazione. «Il governo proseguirà con questa politica di responsabilità e di cautela per ridurre, per quanto possibile, l’impatto sulle famiglie e sulle imprese, vigilando sull’inflazione generale».
La protesta delle associazioni: «Un autogol da 17 milioni a settimana»
La decisione di alleggerire lo sconto sul gasolio ha scatenato l’immediata reazione delle associazioni a tutela dei consumatori, che considerano la mossa un duro colpo per i bilanci familiari e per il settore dell’autotrasporto.
Unione Nazionale Consumatori: «Una pessima idea, un vero e proprio autogol economico. Già da domani sulle autostrade il diesel varcherà nuovamente la soglia critica dei 2,1 euro al litro e sulle strade ordinarie tornerà stabilmente sopra i 2 euro, annullando i benefici dei cali internazionali».
Il Codacons ha rincarato la dose calcolando l’impatto matematico del provvedimento sulle tasche dei cittadini: il minor sconto sul gasolio si tradurrà in un aggravio complessivo pari a 17,1 milioni di euro a settimana per i soli rifornimenti della flotta automobilistica italiana.
Addio all’accisa mobile: l’UE bussa alla porta, si studia il “Bonus Aziende”
Secondo fonti parlamentari, questo round di sconti dovrebbe rappresentare l’ultimo intervento strutturale basato sul meccanismo dell’accisa mobile. L’Italia è stata recentemente “bacchettata” sia dalla Commissione Europea sia dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), che considerano i tagli lineari ai carburanti dannosi per la transizione ecologica e inefficienti, caldeggiando invece sussidi mirati solo alle fasce più deboli.
Tramontata definitivamente l’ipotesi di istituire un voucher carburante speciale legato alla carta welfare “Dedicata a te” (riservata ai redditi inferiori a 15 mila euro), i tecnici dei ministeri stanno studiando una soluzione alternativa passante per il welfare aziendale. L’obiettivo è un rafforzamento dei fringe benefit esentasse, introducendo specifici “bonus carburante” erogabili direttamente dalle imprese ai propri dipendenti nella seconda metà del 2026.