Il Consiglio dei ministri ha approvato un piano ambizioso per fronteggiare il sovraffollamento carcerario, prevedendo la creazione di 15.000 nuovi posti detenitivi e l’introduzione di misure alternative per tossicodipendenti e alcoldipendenti. L’iniziativa, annunciata con soddisfazione dalla Premier Giorgia Meloni, mira a garantire la “certezza della pena” adeguando la capienza delle carceri al numero di persone che devono scontare una condanna.
Il piano prevede un investimento iniziale di 758 milioni di euro per l’edilizia penitenziaria, che porterà alla realizzazione di 9.696 nuovi posti entro il 2027: 1.472 nel 2025, 5.914 nel 2026 e 2.310 nel 2027. A questi si aggiungeranno ulteriori 5.000 posti in cinque anni, attraverso la riqualificazione di istituti penitenziari già esistenti. Il Commissario straordinario per l’edilizia residenziale, Marco Doglio, ha specificato che l’intervento complessivo consentirà di raggiungere l’obiettivo dei 15.000 posti mancanti.
“Prima si adeguavano i reati al numero di posti disponibili nelle carceri. Noi riteniamo, viceversa, che uno Stato giusto debba adeguare la capienza delle carceri al numero di persone che devono scontare una pena. Quindi, finalmente, certezza della pena”, ha dichiarato la Presidente Meloni.
Il governo non si fermerà qui: è previsto un rafforzamento degli organici della Polizia Penitenziaria con l’obiettivo di “mille extra assunzioni già nella prossima legge di bilancio”, come annunciato dalla stessa Meloni.
Un’altra novità significativa riguarda le misure alternative alla detenzione per le persone con problemi di tossicodipendenza o alcoldipendenza. Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che offre a chi ha commesso reati correlati alla droga la possibilità di espiare la pena (fino a un massimo di 8 anni di reclusione) in regime di detenzione domiciliare all’interno di una comunità terapeutica. L’obiettivo è avviare un “reale, concreto, verificabile percorso di recupero”.
Il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha sottolineato che il sovraffollamento carcerario è una priorità che richiede “provvedimenti strutturali” e non può essere risolta con soluzioni immediate. Il Guardasigilli ha ribadito il no a una liberazione anticipata, lineare e incondizionata, che sarebbe interpretata come “una resa e una debolezza da parte dello Stato”.
Anche il Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, ha commentato positivamente l’approvazione, legando il piano carceri alla più ampia riforma della giustizia appena votata dal Senato, che include la separazione delle carriere. “Più carceri per ospitare i delinquenti e riforma della Giustizia per offrire più garanzia ed efficienza ai cittadini. Gli italiani ci hanno votato anche per questo. E noi passiamo dalle parole ai fatti”, ha concluso Salvini.
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