Di fronte alla costante crescita dei prezzi alla pompa — con il Supreme Diesel che in autostrada ha superato la quota psicologica dei 3 euro — il Consiglio dei Ministri si appresta a varare una nuova proroga a breve termine dello sconto sulle accise del gasolio. Contestualmente, il governo lavora a un cambio di strategia per concentrare le future risorse a sostegno delle fasce di reddito più deboli e delle categorie professionali maggiormente esposte ai rincari.
La proroga delle accise e il vertice di governo
La decisione è maturata durante un vertice in videocollegamento tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini (collegato dal Meeting di Rimini), il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi:
- Nuova proroga temporanea: Viene esteso per alcuni giorni il taglio di 17 centesimi al litro sul gasolio per tamponare la scadenza imminente.
- Costo delle misure: I precedenti interventi di agosto sono costati 232 milioni di euro (circa 13 milioni al giorno). La nuova estensione transitoria richiederà ulteriori 80-100 milioni di euro, finanziati in parte dal maggior gettito IVA.
- Focalizzazione sui redditi bassi: La linea concordata punta a superare i tagli generalizzati in favore di sostegni selettivi destinati a famiglie a basso reddito, autotrasportatori e lavoratori che utilizzano l’auto per motivi professionali.
Lo scontro politico sugli extraprofitti e l’asse europeo
La questione delle coperture finanziarie continua a dividere la maggioranza e ad accendere il dibattito con le opposizioni:
- La linea di Salvini: Il leader della Lega insiste sull’opportunità di un contributo straordinario a carico di grandi banche e colossi energetici, suggerendo anche la possibilità di un intervento sulle risorse di bilancio per sostenere le spese correnti.
- Freno di Forza Italia: Antonio Tajani e gli azzurri ribadiscono la ferma contrarietà a prelievi forzosi sui settori bancari, paventando il rischio di ricadute negative sui correntisti.
- Il pressing su Bruxelles: Palazzo Chigi spinge per un’azione coordinata a livello UE. L’Italia, insieme a Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna, ha inviato una lettera alla presidenza di turno irlandese per sollecitare una norma europea sugli extraprofitti energetici, ritenuta fondamentale per garantire l’equità e tutelare la competitività delle imprese nazionali all’interno del mercato unico.