I rincari di benzina e diesel provocati dalla crisi internazionale rischiano di costare agli italiani 13,6 miliardi in più nel 2026. La CGIA di Mestre evidenzia l’insufficienza dei tagli alle accise stanziati finora e propone una revisione della spesa pubblica da 11 miliardi per evitare l’aumento del debito.
1. I dati sui rincari e la spesa per i carburanti
Secondo le rilevazioni dell’Ufficio studi della CGIA di Mestre (diffuse l’8 agosto 2026), l’andamento dei prezzi dei carburanti sta imponendo un pesante aggravio economico a famiglie e imprese italiane:
- I prezzi alla pompa: Nelle rilevazioni più recenti in modalità self service, la benzina si attesta sui 2,00 €/l (+19,3% dall’inizio delle tensioni nel Golfo Persico) e il diesel sui 2,10 €/l (+21,5%).
- L’impatto economico totale: A parità di consumi rispetto al 2025, si stima un aumento dei costi di 1,13 miliardi di euro al mese, pari a un costo extra annuale di 13,6 miliardi di euro (+20,4%).
- Gli impatti regionali: Gli incrementi percentuali più netti si registrano al Sud: Basilicata (+21,6%), Campania (+21,3%, circa 89 milioni in più al mese) e Puglia (+21,3%, quasi 70 milioni in più al mese).
2. Le misure del Governo e il nodo delle risorse
I sostegni statali finora approvati riescono a coprire solo una frazione del costo effettivo dell’emergenza energetica:
| Voce di Bilancio | Risorse Stanziate (2026) | Impatto Realizzato / Limiti |
| Taglio Accise Carburanti | 2,35 miliardi € | Sterilizza gli aumenti per soli 2 mesi su 12. |
| Sostegno Bollette Luce e Gas | 5,00 miliardi € | Mitiga parzialmente i picchi energetici per le utenze. |
| Totale Misure Anti-Rincari | 7,35 miliardi € | Copre poco più del 25% dei 29 miliardi di maggior costo totale (carburanti + energia). |
Per reperire ulteriori 7 miliardi di euro in autunno, il Governo punta a ottenere dall’Unione Europea l’attivazione della clausola di salvaguardia sul Patto di Stabilità (escludendo le spese energetiche e di transizione dal deficit).
3. La proposta alternativa della CGIA: “Spending review” invece di nuovo debito
La CGIA solleva riserve sull’uso dello scostamento di bilancio (che genererebbe circa 14,5 miliardi di nuovo debito pubblico in tre anni) e propone di intervenire sul bilancio dello Stato:
- Taglio dell’1% alla spesa primaria: Con uscite statali previste per il 2026 a circa 1.090 miliardi di euro (al netto degli interessi), una riduzione dell’1% della spesa pubblica libererebbe 11 miliardi di euro.
- Eliminazione degli sprechi: La CGIA suggerisce di reperire le risorse tagliando inefficienze e capitoli non prioritari, evitando sia i tagli allo stato sociale sia l’ulteriore indebitamento a carico delle future generazioni.