La fiammata dei prezzi dell’energia, alimentata dalle tensioni geopolitiche internazionali, costringe il governo a ridisegnare la propria strategia economica. Nelle stesse ore in cui il vicepremier Antonio Tajani ipotizza il prolungamento del taglio delle accise sui carburanti fino a fine giugno, l’altro vicepremier Matteo Salvini torna alla carica contro il sistema bancario, chiedendo un contributo forzoso sugli extraprofitti per sostenere il ceto medio.
Sullo sfondo resta il complicato rebus dei 14 miliardi di euro in tre anni di flessibilità concessi da Bruxelles per mitigare i rincari energetici, su cui l’esecutivo sta studiando i paletti operativi.
Lo scontro sulle risorse: Salvini punta i 20 miliardi di utili di Unicredit e Intesa
Per finanziare le costose misure di sostegno ai cittadini, la Lega rimette nel mirino i bilanci degli istituti di credito. Una mossa che, per ora, non risulta nell’agenda ufficiale di Palazzo Chigi ma che promette di incendiare il dibattito nella maggioranza:
Matteo Salvini: «Andate a vedere le trimestrali di Unicredit e Intesa Sanpaolo. Le prime due banche italiane chiuderanno quest’anno di difficoltà per la stragrande maggioranza delle famiglie e delle imprese con ben 20 miliardi di euro di utile. La Lega chiederà formalmente agli istituti bancari, che stanno realizzando guadagni e profitti senza precedenti, un contributo concreto alla crescita economica del Paese. Su questo saremo intransigenti».
Flessibilità UE da 14 miliardi: bonus aziendali e stop ai micro-sussidi
Il ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, sta analizzando i criteri della Commissione Europea per l’utilizzo dei fondi straordinari. La strategia del governo si sta orientando su binari precisi:
- Sostegno tramite il welfare aziendale: L’ipotesi più accreditata è l’introduzione di bonus carburante e benefit energetici erogati direttamente dalle imprese ai propri dipendenti, sostenuti da forti agevolazioni fiscali dello Stato. L’obiettivo politico è concentrare gli aiuti sui lavoratori del ceto medio.
- Addio ai micro-bonus: È stata accantonata l’idea di ricaricare la “Carta Dedicata a te” o di varare voucher da 100 euro. Il rischio calcolato dall’esecutivo era quello di disperdere risorse esigue in interventi dall’impatto minimo sul bilancio familiare.
- La frenata sulle accise: Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha chiarito che i 14 miliardi di flessibilità UE non possono essere usati per tagliare le accise alla pompa, misura che grava interamente sulle casse dello Stato. Nelle prossime ore è comunque atteso un decreto ministeriale che utilizzerà l’extragettito IVA di maggio per coprire il taglio dei carburanti. «Sono provvedimenti molto costosi che possono durare un mese o due», ha rimarcato Tajani.
Marcegaglia e Landini uniti nel coro: «Basta aiuti a pioggia, investire nel futuro»
I sussidi temporanei sui carburanti continuano a raccogliere critiche bipartisan dal mondo industriale e da quello sindacale, entrambi favorevoli a una svolta strutturale verso le fonti energetiche alternative.
| Posizione | Esponente | La tesi sostenuta |
| Il mondo delle imprese | Emma Marcegaglia (Ex Pres. Confindustria) | «La cosa migliore sarebbe incentivare subito gli investimenti delle imprese nelle rinnovabili. Non date questi soldi in giro a pioggia: da domani distribuiteli ad aziende e cittadini che investono sulla transizione». |
| Il sindacato | Maurizio Landini (Segretario CGIL) | «Se non si rilancia un piano di investimenti serio e profondo sulle fonti rinnovabili, alla lunga il problema del caro energia non lo affronti. I tagli temporanei alle accise sono solo i soliti pannicelli caldi». |
Il nodo della Difesa e il programma “Safe”
Resta infine da sciogliere il nodo legato al programma europeo Safe (la linea di prestiti UE per le spese di difesa). L’Italia si trovava nell’impossibilità di attivarlo senza aver prima ottenuto i margini di flessibilità sull’energia chiesti da Giorgia Meloni a Ursula von der Leyen.
Fonti dell’esecutivo confermano che Roma ha deciso di adottare una linea di prudenza finanziaria: verrà richiesto solo un terzo dei 14,9 miliardi potenzialmente disponibili. I ministeri competenti stanno selezionando i contratti e gli interventi prioritari su cui attivare i finanziamenti, ma i tempi per una decisione definitiva non saranno brevi.