Scontro aperto a Montecitorio dopo il congelamento delle conversazioni dell’ex sottosegretario disposto dal presidente Fontana. M5S, PD e AVS occupano la Giunta per le autorizzazioni. Tensioni anche sulla missione militare italiana in Medio Oriente e sul riconoscimento facciale.
La decisione del presidente della Camera Lorenzo Fontana di secretare e mettere under chiave il CD contenente i messaggi e le chat tra l’ex sottosegretario Andrea Delmastro (FdI) e Mauro Caroccia – inviato dalla Procura di Roma – ha provocato un vero e proprio terremoto politico a Montecitorio.
La protesta alla Camera e lo stallo sulle chat
Il CD con le conversazioni, allegato dal procuratore Francesco Lo Voi, rimarrà custodito in cassaforte in attesa del pronunciamento della Giunta per il Regolamento, convocata per lunedì. La disposizione di Fontana ha ribaltato la decisione presa dall’Ufficio di presidenza guidato da Devis Dori (AVS), che aveva inizialmente autorizzato i parlamentari a prendere visione del materiale senza divulgarlo.
Per protestare contro quella che definiscono una “gravissima lesione delle prerogative parlamentari”, i deputati di PD, M5S e AVS hanno occupato per due ore gli uffici della Giunta per le autorizzazioni:
- Elly Schlein (PD) e Giuseppe Conte (M5S): Chiedono alla maggioranza di “smettere di nascondere le chat” e accusano il centrodestra di voler erigere uno “scudo vergognoso” per proteggere Delmastro, sottraendosi alle responsabilità.
- Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (AVS): Parlano di un atto d’autorità inaccettabile che indebolisce le tutele e la trasparenza del Parlamento.
- La replica della maggioranza: FdI, Forza Italia, Lega e Noi Moderati difendono l’imparzialità di Fontana e accusano le opposizioni di “atteggiamento populista” e uso propagandistico della Giunta, ricordando che il compito dell’organo è verificare la correttezza procedurale dell’operato dei magistrati, non leggere le conversazioni private.
Task Force in Arabia e riconoscimento facciale: le altre sfide
Il fronte dello scontro politico tra governo e opposizioni si allarga ad altri due importanti dossier:
- Missione militare in Arabia Saudita: Le opposizioni hanno chiesto chiarimenti stringenti sulla presenza della task force di circa 400 militari italiani operativi dal marzo 2026 tra Arabia Saudita, Kuwait e Bahrein. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha risposto seccamente parlando di “polemiche pretestuose” e garantendo che vi è stata la “massima trasparenza nelle audizioni parlamentari”.
- Riconoscimento facciale: Sull’uso delle tecnologie di identificazione biometrica e riconoscimento facciale per motivi di sicurezza, l’Autorità delegata Alfredo Mantovano ha precisato che l’impiego di tali strumenti sarà rigorosamente vincolato e “servirà l’autorizzazione preventiva del magistrato”.