Scontro durissimo a Montecitorio sul caso dell’ex sottosegretario di FdI Andrea Delmastro. Il centrodestra nega l’integrazione istruttoria sulle chat e porta subito la decisione in Assemblea. Il Presidente della Giunta Dori (AVS) valuta di sollevare conflitto di attribuzione alla Corte Costituzionale.
Accelerazione in Aula per evitare insidie estive
La Giunta per le Autorizzazioni della Camera ha deciso a maggioranza di non procedere ad alcun approfondimento istruttorio legato alla documentazione e al CD contenente i messaggi inviati dalla Procura di Roma. Di conseguenza, il fascicolo dell’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro (conversazioni con Mauro Caroccia) approda direttamente all’esame dell’Aula di Montecitorio.
- La strategia della maggioranza: Anticipare il voto – rispetto alla previsione iniziale di giovedì – per scongiurare problemi di numero legale a ridosso della chiusura estiva e sterilizzare le insidie di un eventuale voto segreto.
- L’orientamento del centrodestra: La maggioranza proporrà all’Assemblea di negare l’autorizzazione all’acquisizione dei messaggi richiesta dalla magistratura.
- Il caso Azione: Polemiche sull’assenza del deputato Antonio D’Alessio durante il recente voto in Giunta sul regolamento. Il parlamentare ha chiarito trattarsi di “motivi familiari” e che il gruppo di Azione voterà a favore dell’autorizzazione.
La reazione del Presidente Dori: “Valuto il ricorso alla Corte Costituzionale”
Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni, Devis Dori (AVS), ha contestato duramente lo stop all’esame delle carte giunte da piazzale Clodio, annunciando possibili iniziative legali:
“Il conflitto in atto in questi giorni ha leso profondamente le prerogative del presidente di un organismo di garanzia. Esistono tutti gli estremi per sollevare la questione di conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale e faremo i dovuti approfondimenti. Col voto della maggioranza, il contenuto della documentazione rimarrà inaccessibile.” — Devis Dori, Presidente della Giunta per le Autorizzazioni
Scontro politico tra FdI e M5S
Lo scontro in Aula ha innescato un acceso botta e risposta tra le forze politiche:
- Attacco del M5S: Valentina D’Orso accusa la maggioranza di aver “piegato e calpestato il regolamento della Camera solo per scudare un deputato di Fratelli d’Italia associato a una società con la figlia di un soggetto ritenuto contiguo a clan criminali”.
- La replica di Fratelli d’Italia: Dario Iaia respinge le accuse parlando di “doppia morale del Movimento 5 Stelle”, ricordando l’opposizione dei pentastellati alla lettura di altre intercettazioni riguardanti l’ex magistrato Natoli e il senatore Roberto Scarpinato.
- La posizione di Forza Italia: Il capogruppo Enrico Costa ed il relatore Pietro Pittalis sostengono che l’invio delle chat dalla Procura “non aggiunge né toglie nulla a quanto già deliberato dalla Giunta”, confermando la linea del diniego.
Mi sembra chiara l’intenzione della maggioranza di non consentire l’accesso a queste chat” di Delmastro. “Nel momento in cui la maggioranza schermerà Delmastro comprimerà il diritto di difesa” di Caroccia, “che è costituzionale”. Lo ha detto il presidente del M5s Giuseppe Conte intervistato a Capalbio libri.