L’Aula rinvia la decisione sull’autorizzazione ad acquisire le chat tra l’ex sottosegretario e il ristoratore Caroccia. Il procuratore Lo Voi chiede di verificare la completezza dei messaggi depositati dalla difesa. Tensione tra le forze di governo: Forza Italia e Fratelli d’Italia denunciano un “precedente pericoloso”, le opposizioni accusano la maggioranza di voler nascondere i documenti.
Nuova battuta d’arresto sul caso che coinvolge l’ex sottosegretario Andrea Delmastro. Il voto dell’Aula della Camera sull’autorizzazione all’acquisizione dei messaggi scambiati tra il deputato di Fratelli d’Italia e il ristoratore romano Claudio Caroccia è stato rinviato. La decisione di rispedire l’incartamento alla Giunta per le autorizzazioni è arrivata durante la riunione dei capigruppo, a seguito di una lettera inviata dal procuratore capo di Roma, Francesco Lo Voi, al presidente della Camera Lorenzo Fontana.
La richiesta della Procura di Roma
Al centro del rinvio c’è la necessità di approfondire il materiale probatorio depositato. Nella sua nota, il procuratore Lo Voi ha sottolineato la necessità di verificare “l’esatta corrispondenza e la completezza della documentazione prodotta dalle difese” attraverso un confronto diretto con la messaggistica effettivamente memorizzata nel dispositivo telefonico sotto sequestro. La Procura intende infatti accertare che i testi forniti dai legali dell’ex sottosegretario coincidano integralmente con i dati estrapolati dagli inquirenti.
Le spaccature nella maggioranza: la frenata di Forza Italia e FdI
La decisione di sospendere il voto dell’Assemblea ha provocato forte malumore e contrarietà all’interno del centrodestra. Forza Italia ha espresso una chiara contrarietà al rinvio, definendo l’iter seguito come un’anomalia procedurale che rischia di bloccare i lavori parlamentari a ogni nuova sollecitazione esterna.
Dure anche le parole di Edmondo Cirielli, coordinatore della Direzione nazionale di Fratelli d’Italia: “La vicenda attiene alla difesa delle prerogative parlamentari. Il fatto che una Procura scriva a poche ore da un voto, compromettendo il funzionamento di una norma costituzionale e creando un pericoloso precedente, conferma il tema dell’ingerenza del potere giudiziario nei confronti del potere legislativo”. Cirielli ha inoltre ricordato che lo stesso Delmastro si è detto favorevole all’acquisizione delle chat non avendo “nulla da temere”.
L’attacco del centrosinistra: “Segreto di Stato sulle chat?”
Di tutt’altro avviso i gruppi di opposizione, che chiedono la massima trasparenza e l’immediata trasmissione degli atti ai magistrati.
- Partito Democratico: I componenti dem della Giunta per le autorizzazioni hanno sottolineato l’assurdità di un eventuale blocco della consultazione degli atti: “Sarebbe un precedente gravissimo impedire di prenderne visione. La Giunta ha da sempre esaminato documentazione riservata nel rispetto delle garanzie. Pensare che perfino le conversazioni sulla ‘bisteccheria’ debbano trasformarsi in un segreto di Stato mortifica il ruolo delle istituzioni”.
- Alleanza Verdi e Sinistra (AVS): In Aula, il deputato Marco Grimaldi ha accusato la maggioranza di voler prendere tempo: “È una vicenda che non chiudiamo oggi. Mica vorrete scappare sotto l’ombrellone con le chat? Cosa avete da nascondere?”.
- Movimento 5 Stelle: Il deputato Andrea Quartini ha criticato l’atteggiamento del centrodestra: “È evidente l’arroganza istituzionale della maggioranza. Fuori le chat, datele subito alla magistratura affinché possa fare il suo lavoro. Da cosa fuggite?”.
La Giunta per le autorizzazioni tornerà a riunirsi nei prossimi giorni per esaminare la nuova documentazione trasmessa dalla Procura capitolina.