Non si placa la tempesta politica e umana attorno alla figura di Mario Roggero, il gioielliere piemontese di 72 anni entrato nel carcere di Bollate per scontare la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi per il duplice omicidio dei rapinatori della sua attività a Grinzane Cavour.
A meno di 48 ore dal durissimo richiamo del Quirinale sui limiti costituzionali dell’esecutivo, il leader della Lega Matteo Salvini ha blindato il caso, recandosi in carcere a Bollate per la seconda visita in due giorni al commerciante detenuto. Una mossa ad alta tensione che si intreccia con il disperato appello pubblico lanciato dalla moglie di Roggero, rivolto direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
1. La mossa di Salvini: seconda visita a Bollate e l’ipotesi candidatura
Intervistato a ‘Il Caffè della domenica’ su Radio 24 e a Il Giornale, il vicepremier e segretario leghista ha negato qualsiasi frizione istituzionale con il Capo dello Stato, pur rivendicando il diritto di fare pressione politica sul caso.
Matteo Salvini: «Nessun incidente con il Quirinale, sappiamo benissimo tutti chi ha il potere esclusivo di concedere la grazia. Semplicemente nulla vieta di spingere, sollecitare, ragionare e parlare. Quello che è successo a Roggero potrebbe succedere a chiunque domattina. Non parliamo di un regolamento di conti tra bande ma di un signore di 72 anni, nonno di otto nipotini, che all’ennesima rapina si è sentito minacciato e ha reagito. Condannarlo a quasi 15 anni significa dargli l’ergastolo. La pena è eccessiva e c’è una sproporzione evidente».
Verso le pene alternative e la provocazione del seggio
Salvini ha poi corretto parzialmente il tiro sul futuro immediato del gioielliere, spostando l’attenzione dal carcere duro alle misure alternative: “Sopra una certa età il carcere deve essere un’eccezione per i soggetti pericolosi, e Roggero non lo è. Si pensi a soluzioni meno afflittive: detenzione domiciliare, servizi sociali o lavoro per la sua comunità”.
Tuttavia, il leader della Lega ha rilanciato un’opzione di forte impatto politico: si è detto pronto a candidare formalmente Roggero nelle liste del partito “come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono”. Una strada che politicamente fa discutere ma che, come emerso nelle ultime ore, presenta ostacoli legali enormi legati all’applicazione della Legge Severino sulle condanne definitive. Il legale di Roggero, pur mostrandosi fiducioso per un futuro intervento sul fronte della grazia, ha comunque avvertito: “I tempi non saranno brevi”.
2. Il drammatico appello della moglie: “Presidente, guardi oltre le carte”
Mentre la politica si divide, il fronte familiare sceglie la via del dialogo istituzionale diretto con il Quirinale, rispettando i binari fissati dalla Costituzione. In un’intervista rilasciata a La Stampa, Mariangela Sandrone, moglie di Roggero, ha preso la parola per chiedere un salvacondotto umanitario per il marito.
L'APPELLO DI MARIANGELA SANDRONE A MATTARELLA
├── IL RUOLO: "Mi rivolgo come moglie e come madre, con il massimo rispetto per il Capo dello Stato".
├── LA RICHIESTA: "Gli chiedo solo di guardare oltre le carte processuali, considerando l'età di Mario e i traumi subiti".
└── L'OBIETTIVO: "Un atto di clemenza e umanità per permettere a un uomo anziano di trascorrere gli ultimi anni con la famiglia".
La donna ha rigettato con forza il ritratto del marito emerso dalle cronache giudiziarie: “Non è il ‘giustiziere’ che alcuni descrivono, ma un uomo rimasto profondamente segnato e terrorizzato. La nostra vita è finita quella sera della rapina, ben prima di questa sentenza. La casa ora è incredibilmente silenziosa ed è un dolore indescrivibile sapere che Mario è in cella dopo una vita di lavoro. Spero che la giustizia non cancelli la vita di chi si è trovato a subire la violenza in casa propria”.
3. Lo scenario politico: le opposizioni contro il “pressing” su Mattarella
Le nuove dichiarazioni di Salvini sul voler “spingere” sul Quirinale hanno riacceso i motori delle opposizioni. Il centrosinistra e il Movimento 5 Stelle accusano la Lega di voler aggirare lo stop del Colle continuando a utilizzare la vicenda per alimentare la propaganda securitaria e per erodere la sacralità delle prerogative del Presidente della Repubblica.
La partita si sposta adesso sui tavoli tecnici del Quirinale: incassata la domanda ufficiale firmata dalla moglie, gli uffici del Colle valuteranno il dossier con i propri tempi, al riparo dalle dichiarazioni radiofoniche e dai presidi davanti ai cancelli delle prigioni.