Ore decisive e drammatiche per il futuro del Medio Oriente e degli equilibri mondiali. Fonti diplomatiche americane e mediorientali coordinate dal sito Axios confermano che i negoziatori di Stati Uniti e Iran hanno finalmente raggiunto l’accordo per porre fine alla guerra nel Golfo Persico. La svolta è arrivata dopo settimane di stallo, ma il memorandum d’intesa resta bloccato sulla scrivania di Donald Trump: il presidente americano ha deciso di prendersi “qualche giorno” prima di apporre la firma definitiva, scatenando il timore di Teheran per la nota «imprevedibilità» del tycoon.
A confermare lo stato delle trattative è intervenuto direttamente il vicepresidente statunitense JD Vance:
«Abbiamo compiuto ottimi progressi sull’estensione del cessate il fuoco. In queste ore ci stiamo confrontando su un paio di dettagli relativi alla precisa formulazione del testo. L’auspicio è quello di continuare a fare passi avanti per mettere il Presidente nella posizione di poter avallare e siglare l’accordo definitivo».
I dettagli del memorandum e la notte di fuoco a Hormuz
L’intesa è stata preceduta da una notte di violentissimi raid incrociati che hanno fatto vacillare la tregua. Le forze statunitensi hanno abbattuto droni iraniani nello Stretto di Hormuz e colpito per la seconda volta una base militare a Bandar Abbas. Per ritorsione, i Pasdaran hanno lanciato un attacco di missili e droni contro il Kuwait, che ospita basi americane. Il Centcom ha condannato l’azione definendola una «grave violazione del cessate il fuoco», smentendo inoltre la tv di Teheran sull’abbattimento di un velivolo USA.
Nonostante le bombe, i punti cardine della bozza finale prevedono:
- Proroga e Nucleare: Estensione di 60 giorni della tregua per avviare i negoziati sullo smaltimento dell’uranio altamente arricchito (che Trump esige sotto la custodia USA). Teheran si impegna a bloccare lo sviluppo dell’atomica sotto la supervisione dell’AIEA.
- Sminamento e Transito: L’Iran dovrà sminare Hormuz entro 30 giorni. Lo Stretto riaprirà al traffico commerciale internazionale senza alcuna restrizione e, soprattutto, senza alcun tipo di pedaggio. Scongiurato il ruolo dell’Oman: il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha minacciato dure sanzioni contro Mascate in caso di collaborazione sui pedaggi.
- Fondi e Sanzioni: Resta da definire lo sblocco progressivo di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati e la revoca delle sanzioni USA.
Netanyahu sfida Washington: bombe su Beirut e piano per Gaza
Mentre la Casa Bianca cerca la pace con l’Iran, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sembra intenzionato a far saltare il tavolo, ignorando i veti di Washington.
Nelle ultime ore, l’Idf ha lanciato un attacco mirato sulla periferia sud di Beirut, colpendo l’abitazione di un comandante iraniano: si tratta del primo raid sulla capitale libanese da tre settimane a questa parte, sollevando lo spettro di nuove stragi di civili. Nel sud del Libano i bombardamenti hanno causato almeno 14 morti, tra cui diversi bambini. Netanyahu ha inoltre rilanciato la linea dura sulla Striscia di Gaza, violando i vecchi accordi sul ritiro delle truppe: «Attualmente controlliamo il 60% della Striscia, ma il nostro obiettivo è assumerne il controllo del 70%».
Ucraina: ucciso nel Donbass il contractor italiano Alex Pineschi
Dall’altro principale fronte di guerra internazionale arriva una tragica notizia per l’Italia. Nel Donbass, durante i combattimenti contro le forze russe, è rimasto ucciso il contractor italiano Alex Pineschi, 42 anni.
Pineschi, ex alpino originario della provincia di Spezia, era una figura nota: da anni si trovava all’estero, avendo combattuto in passato anche in Iraq a fianco delle milizie curde del Peshmerga contro l’Isis, prima di trasferirsi sul fronte ucraino. Secondo le prime informazioni, l’ex militare italiano sarebbe stato colpito a morte durante un pesante scontro a fuoco in prima linea.