Nonostante la pausa estiva, si riaccende il dibattito interno al centrosinistra sui temi identitari e programmatici in vista della costruzione del «campo largo» e dell’eventuale percorso verso le primarie. A innescare il confronto è una presa di posizione del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, sulla cultura «woke», a cui replica indirettamente la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, rilanciando le priorità economiche e industriali del Paese.
La «mossa» di Conte contro l’agenda «woke»
Prendendo spunto da recenti dichiarazioni della deputata democratica statunitense Alexandria Ocasio-Cortez, il presidente M5s Giuseppe Conte ha lanciato un chiaro messaggio agli alleati:
- Il primato della questione sociale: «Non di solo Woke vive il campo largo», ha ammonito Conte, sostenendo che «alla sinistra non serve il Woke, il vero nemico da combattere è questa società di diseguali».
- Il messaggio al Nazareno: All’interno del Pd, l’uscita viene letta come una sfida diretta alla leadership di Elly Schlein e alla linea culturale del partito.
La contromossa di Schlein: «Tre priorità per far ripartire l’Italia»
Senza citare esplicitamente le polemiche o il presidente pentastellato, la segretaria del Pd ha risposto attraverso un’intervista a Milano Finanza, incentrando il proprio discorso su crescita, lavoro e politiche industriali:
- Bilancio critico sull’esecutivo: Dopo quattro anni di governo Meloni, secondo Schlein l’Italia «non è più forte di prima, ma più fragile», evidenziando il dato della povertà assoluta (al record del 9,8% delle famiglie), il carovita e l’aumento dei carburanti.
- I tre pilastri programmatici: Ridurre i costi dell’energia, incrementare i redditi e rilanciare gli investimenti pubblici e privati.
- L’attenzione alle crisi aziendali: La segretaria ha ricordato l’impegno sul territorio e i recenti confronti con Confindustria e con i lavoratori di grandi realtà produttive in crisi (da Pomigliano a Ilva, Stellantis, Electrolux e Natuzzi), rivendicando la centralità delle vertenze sociali nell’agenda dem.
Le reazioni tra gli alleati: da Renzi a Magi
L’intervento di Conte ha suscitato reazioni contrastanti tra le altre forze dell’area progressista e riformista:
- Matteo Renzi: Rivendica la linea critica tenuta in passato, commentando: «E adesso si svegliano tutti, a cominciare dai dem americani», definendo il fenomeno una «ubriacatura».
- Riccardo Magi (+Europa): Respinge l’idea che in Italia esista una deriva simile, ricordando i ritardi del Paese sui diritti civili (dal fine vita alla PMA, fino alle adozioni e all’obiezione di coscienza sull’aborto). Per il segretario di +Europa, battaglie sociali — come il salario minimo e il taglio del cuneo fiscale sulle rendite — e tutela dei diritti civili «non vanno messe in contrapposizione, ma portate avanti insieme».