A cinque anni da Tolo Tolo, Checco Zalone torna nelle sale il 25 dicembre con Buen Camino, distribuito in ben 1.000 copie. La pellicola segna la reunion con Gennaro Nunziante, regista e co-sceneggiatore dei suoi più grandi successi. In questa nuova avventura, Zalone interpreta Checco, un rampollo viziato e “divanista” (figlio di un industriale del settore) che si ritrova, a bordo di una Ferrari, a inseguire la figlia adolescente lungo gli 800 km del Cammino di Santiago.
“Non avverto il problema del politicamente corretto”, ha dichiarato l’artista durante la presentazione a Roma. “Bisogna essere intelligentemente scorretti”. Il film non risparmia battute provocatorie su temi caldi come Gaza o l’11 settembre, ma Nunziante precisa: “Quelle battute riflettono un personaggio ricco e ignorante che, nel corso del viaggio, affronta una rigenerazione”. Una sfida anche al botteghino: “Inutile essere ipocriti, ci aspettiamo di fare i soldi. Il cinema italiano ne ha bisogno”.

Il ritorno di Checco Zalone con Gennaro Nunziante somiglia a un ritorno a casa, sia artistico che geografico (i due vivono a pochi metri di distanza a Bari). Buen Camino mette in scena il contrasto stridente tra l’egocentrismo cafone di un “nuovo ricco” e la spiritualità spartana del pellegrinaggio verso Santiago.
Il film indaga la “società senza padri” e il conflitto generazionale: un tema che Zalone ammette di vivere anche nel privato con le figlie. Se Tolo Tolo era stato un esperimento d’autore più solitario, Buen Camino sembra voler recuperare la comicità corale e dissacrante degli esordi. La curiosità è tutta per la reazione della “Generazione TikTok”: riuscirà la narrazione classica di Zalone a catturare l’attenzione dei giovanissimi, abituati a consumare i suoi sketch in pillole sui social? La risposta arriverà dal box office di Santo Stefano.