Quarti in UE per numero di atenei, ma i talenti fuggono: 100mila laureati all’estero in dieci anni. Politecnico di Milano resta in vetta, ma perde posizioni. Crolla Bologna.
Luci e ombre per il sistema universitario italiano nella nuova edizione del QS World University Rankings: Europa 2026. Se da un lato l’Italia si conferma una potenza accademica, essendo il quarto Paese più rappresentato nel continente con ben 65 atenei (un balzo del 27% rispetto al passato), dall’altro emerge il ritratto di un sistema “generoso”: formiamo eccellenze che poi regaliamo al mercato del lavoro estero.
Sebbene la ricerca italiana sia considerata un motore d’Europa, i nostri gioielli della corona faticano a mantenere le posizioni di vertice:
- Politecnico di Milano: Si conferma il miglior ateneo italiano, ma scende di 7 gradini piazzandosi al 45° posto.
- Alma Mater di Bologna: Esce dalla prestigiosa Top 50, scivolando dal 48° al 59° posto.
- La Sapienza: È l’unica italiana a brillare per l’occupabilità, piazzandosi tra le prime 50 in Europa per risultati lavorativi dei laureati.
- Le promesse: Ottime performance per Catania (+56 posizioni), Tor Vergata (entra nella Top 150) e Padova, che si consolida nel miglior 10% europeo.
Il paradosso: esportiamo talenti, non attiriamo nessuno
Il dato più allarmante riguarda la mobilità. Secondo il rapporto, negli ultimi 10 anni l’Italia ha perso quasi 100.000 laureati tra i 25 e i 35 anni.
«L’Italia è tra i maggiori “esportatori” di studenti in Europa – spiega Nunzio Quacquarelli, fondatore di QS – ma non riesce ad attrarne. Nessuna università italiana compare nella Top 100 per proporzione di docenti e studenti internazionali».
In sintesi: prepariamo i giovani a carriere internazionali che però si svolgono puntualmente fuori dai confini nazionali, mentre il nostro sistema accademico resta poco appetibile per docenti e ricercatori stranieri.
Università Italiane: Il bilancio QS 2026
| Ateneo | Posizione Europa 2026 | Variazione | Nota di merito |
| Politecnico di Milano | 45° | ↘️ -7 | Primo in Italia |
| Bologna (Alma Mater) | 59° | ↘️ -11 | Esce dalla Top 50 |
| Padova | 92° | ↗️ Stabile | Top 10% in Europa |
| Tor Vergata | 150° | ↗️ +17 | Entra in Top 150 |
| Catania | 301° | ↗️ +56 | Miglior miglioramento |
La sfida: trasformare la ricerca in lavoro
Il declino netto del 41% nelle posizioni degli atenei già presenti in classifica (il quarto calo più alto in Europa) è un segnale di allarme. La sfida per il Ministero dell’Università e per il Governo non è più solo la produzione scientifica — in cui siamo maestri — ma la fidelizzazione dei talenti e la creazione di un mercato del lavoro che possa accogliere laureati ad alta specializzazione.
A livello europeo, il trono resta saldamente in mano britannica: Oxford scavalca Zurigo e si riprende il primato, seguita dall’ETH di Zurigo e dall’Imperial College di Londra.
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