Il riscaldamento globale non allenta la sua morsa. Secondo i dati diffusi oggi dall’osservatorio europeo Copernicus, il mese di febbraio 2026 è stato il quinto più caldo mai registrato a livello planetario. La temperatura media globale ha raggiunto i 13,26°C, superando di 1,49°C i livelli dell’era preindustriale e sfiorando pericolosamente la soglia critica di 1,5°C stabilita dagli accordi internazionali.
Nonostante il record assoluto resti quello del 2024, il nuovo bollettino del Servizio per i cambiamenti climatici (C3S) evidenzia un pianeta diviso in due, con fenomeni meteorologici estremi che hanno colpito duramente l’Europa occidentale sotto forma di piogge torrenziali e inondazioni diffuse.
Il vecchio continente ha vissuto un febbraio caratterizzato da forti contrasti termici. Sebbene la media complessiva sulla terraferma europea sia risultata leggermente inferiore (-0,10°C) rispetto ai parametri recenti — rendendolo uno dei tre mesi di febbraio più freddi degli ultimi 14 anni — il dato è il risultato di medie opposte:
- Caldo anomalo: Europa occidentale (Italia inclusa), meridionale e sud-orientale hanno registrato temperature ben sopra la norma.
- Gelo artico: Scandinavia, Paesi Baltici e Russia nord-occidentale hanno invece sperimentato un inverno decisamente più rigido.
A preoccupare gli scienziati sono soprattutto le temperature della superficie del mare. Con una media globale di 20,88°C, le acque oceaniche hanno fatto registrare il secondo valore più alto di sempre per questo mese, superato solo dal picco del 2024.
L’intero trimestre invernale (dicembre 2025 – febbraio 2026) si chiude come il quinto inverno più caldo della storia, confermando un trend di riscaldamento che continua a interessare vaste aree del globo, dal Medio Oriente all’Antartide orientale, passando per Stati Uniti e Canada nord-orientale.
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