La Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione della pandemia di Covid-19 si trasforma in un terreno di scontro politico frontale. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha rotto gli indugi in un’intervista al Corriere della Sera, accusando apertamente la maggioranza di centrodestra di star orchestrando un “circo mediatico” e una “campagna del fango” a fini puramente elettorali, evitando deliberatamente il confronto diretto in Aula.
Lo stallo sulle audizioni: l’attacco al presidente Lisei
Conte ha denunciato un atteggiamento ostruzionistico da parte dei vertici della Commissione d’inchiesta, annunciando di aver già concordato le proprie dimissioni dall’organo non appena sarà fissata la data della sua deposizione, proprio per evitare conflitti di interesse:
Giuseppe Conte: «Da due anni ho chiesto di essere audito e ho stabilito di comune accordo con i presidenti delle Camere di dimettermi dalla commissione non appena verrà concordata la data. Ma il presidente Marco Lisei (FdI) continua a non rispondermi, salvo attaccarmi ogni giorno con video deliranti. Invece con il viceministro Bignami hanno subito concordato l’audizione. Siamo alla pantomima: si fanno tra loro le domande e si danno tra loro le risposte. La verità è che non hanno un reale interesse ad audirmi. La magistratura ha indagato per anni e non sono stato neppure sfiorato, ma loro hanno messo in piedi questo circo solo per alimentare una campagna del fango con i giornali e le TV amici. Mi possono vivisezionare: non troveranno mai l’ombra di un interesse privato».
Il caso dei 110 milioni a Dario Bianchi: «Una norma ad aziendam»
Il cuore della polemica sollevata dalle opposizioni ruota attorno al contenzioso sulle forniture di mascherine che coinvolge la JC-Electronics dell’imprenditore Dario Bianchi, considerato l’avversario e “grande accusatore” delle politiche commissariali dell’era Conte. Il leader del M5S accusa il governo Meloni di aver chiuso una transazione milionaria sospetta senza attendere i successivi gradi di giudizio:
IL CASO DELLA TRANSAZIONE DA 110 MILIONI ├── LA SENTENZA DI I GRADO ──► Il Tribunale riconosce in prima istanza un risarcimento │ monstre alla JC-Electronics per le forniture bloccate. ├── IL BLOCCO IN APPELLO ──► Conte sostiene che il secondo grado avrebbe ribaltato il giudizio; │ i contratti della PA erano standard ed emergenziali. └── IL DECRETO DEL GOVERNO ──► La maggioranza approva un decreto che stanzia 110 milioni per chiudere la transazione con l’imprenditore prima dell’appello. Conte parla di “premio all’accusatore”.
Conte ha poi categoricamente smentito qualsiasi legame d’affari o professionale con l’avvocato Luca Di Donna (coinvolto nelle inchieste sulle mediazioni): «Non sono mai stato socio con Di Donna neppure prima di diventare premier, e da Palazzo Chigi non sono mai stato informato sulle sue attività professionali».
Dal caso Rai alla Legge Elettorale: «Vogliono imbullonarsi al potere»
L’affondo dell’ex premier si è infine esteso agli altri dossier caldi della politica nazionale, collegando la paralisi della Commissione di Vigilanza Rai (seguita alle dimissioni di massa) e il disegno di riforma elettorale in discussione alla Camera a un disegno antidemocratico della maggioranza.
Giuseppe Conte: «La maggioranza ha paralizzato la Vigilanza per due anni per completare una capillare occupazione della Rai e piegare il servizio pubblico alla campagna elettorale, smantellando il pluralismo. Ora, con lo “Stabilicum” (la nuova legge elettorale), vogliono completare l’opera e imbullonarsi ancora di più al potere, per eleggersi da soli il prossimo Capo dello Stato e tutti gli organi di garanzia. Ma gli italiani, sempre più impoveriti da quattro anni di zero riforme, non si lasceranno ingannare».
La replica della maggioranza non si è fatta attendere: esponenti di Fratelli d’Italia hanno respinto le accuse, ribadendo che il calendario delle audizioni risponde a criteri puramente organizzativi e che la commissione continuerà a fare luce su “tutte le opacità e le ruberie legate alla gestione dei miliardi della struttura commissariale della sinistra”.