L’agevolazione fiscale per il rientro dei cervelli in Italia potrebbe diventare permanente. Lo prevede una bozza del pacchetto Finanza per la crescita 2. La misura elimina infatti i limiti temporali del bonus non fissando altri parametri. Il documento prevede pure sconti fiscali per le imprese che adotteranno una start up, divenendone ‘sponsor’. In pratica, le societa’ quotate che investiranno nel capitale di start up con una quota di almeno il 20% – e che deterranno la quota per almeno tre anni – potranno scaricare integralmente le perdite.
Nonostante la settimana pre-elettorale e di pausa dei lavori parlamentari, non sono mancate le novità in materia di fisco, banche e conti pubblici. Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati dalla proroga per la presentazione del 730, dal Dpcm per la seconda tranche di privatizzazione di Poste Italiane, dalla preparazione della ‘settimana calda’ al Senato sul decreto Indennizzi-banche e dalla preparazione, nel governo, dei dlgs Semplificazioni fiscali 2, dl Competitività 2 e dlgs Riscossione 2. E anche la settimana che si sta per aprire sarà un’altra settimana calda per queste tematiche. DAL PARLAMENTO: SI CHIUDONO I NODI SUL BANCHE Per quanto riguarda il decreto Indennizzi-banche, da martedì prossimo riprenderanno le votazioni in commissione Finanze al Senato, con l’obiettivo di portare il testo in aula giovedì 9 giugno. Dopo l’ok da parte di palazzo Madama il decreto passerà alla Camera dove dovrebbe essere blindato da ulteriori modifiche. Nel corso di questa settimana si sono tenute diverse riunioni tecniche per mettere a punto tutte le modifiche da fare al decreto Indennizzi-banche. I relatori Mauro Maria Marino (Pd) e Karl Zeller (Aut) si sono riuniti martedì prima con esponenti della maggioranza e poi con il ministro Maria Elena Boschi per fare il punto. Quindi un’altra riunione con la Boschi ci sarà nella mattinata del 7 giugno, prima della ripresa dei voti in commissione.
Tra le modifiche al testo a cui si sta lavorando, ci sono in particolare il ritocco del requisito dei 35mila euro di reddito “lordo” ai fini Irpef, ulteriori ritocchi agli articoli su patto marciano e pegno non possessorio e possibilità di sfratto in caso di morosità legata a un contratto di rent to buy. Ancora allo studio l’ipotesi di approvare, seppure in una versione light, l’emendamento, anticipato da Public Policy, sul market abuse. Verranno invece ritirati dai relatori, come anticipato da Public Policy, i due emendamenti già presentati sul leasing (su cui il governo interverrà con un proprio provvedimento) e sulla pignorabilità del saldo conto. La prossima settimana in Parlamento andrà poi avanti l’esame delle due leggi europee, dei testi di riforma del bilancio dello Stato e degli enti locali e del ddl Concorrenza, all’esame della commissione Industria del Senato. DAL GOVERNO: FISCO, POSTE, COMPETITIVITÀ La settimana ha visto l’approvazione del Dpcm per la vendita del restante 29,7% di quote Poste in mano al Mef (il 35% rimane pubblico passando a Cdp) e del Dpcm per lo stillamento al 21 luglio della presentazione del 730. La prossima settimana potrebbe essere emanato dal Cdm un decreto correttivo del dlgs Semplificazioni fiscali con norma su chiusura delle partite Iva inattive, addio allo spesometro, norme sui rapporti con Paesi black list, concessione di beni e finanziamenti ai soci e obbligo di registrazione delle fatture d’acquisto con San Marino.
In preparazione anche il decreto correttivo del dlgs Riscossione, sempre di attuazione della delega fiscale. Il governo ha tempo fino a marzo 2017 ma dovrebbe essere presentato entro l’estate. Tra le novità dovrebbe esserci la riapertura dei termini per essere riammessi a rateizzazione delle cartelle fiscali, per chi decaduto. L’attesa proroga dell’affidamento a Equitalia della riscossione nei comuni (oggi prevista al 30 giugno e che dovrebbe slittare al 31 dicembre) potrebbe essere inserita invece in un decreto Enti locali che dovrebbe essere varato entro giugno. In uno dei prossimi Cdm è anche atteso il decreto Competitività, anche se non è escluso che le norme del provvedimento siano spacchettate in altri testi e nella Stabilità 2017. La misura più attesa è lo sconto dal capital gain per chi investe in bond emessi da piccole e medie imprese, con l’obiettivo di invogliare le famiglie a partecipare in Borsa e nel capitale delle Pmi. Altre misure che dovrebbero essere incluse nel pacchetto sono quelle per facilitare l’ingresso di capitali esteri che vogliono investire in Pmi italiane, l’ampliamento del credito d’imposta per investimenti e ricerca e misure per favorire il credito.