L’industria europea alza la voce e chiede all’Unione Europea di accelerare con decisione sulle politiche a sostegno della competitività. L’appello lanciato dai vertici di Confindustria e della spagnola Ceoe (Confederación Española de Organizaciones Empresariales), riuniti a Madrid per il loro terzo summit bilaterale, fa eco alla pressione esercitata da 28 giganti industriali del continente.
I presidenti Emanuele Orsini (Confindustria) e Antonio Garamendi (Ceoe) hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta che suona come una sveglia per Bruxelles: “È il momento di passare ai fatti.”
“Oggi manca un senso condiviso di urgenza, dalle capitali fino a Bruxelles,” ha dichiarato Orsini all’ANSA. “Eppure, solo agendo in fretta possiamo garantire la prosperità dell’Europa. Serve più unità d’intenti e, soprattutto, più attenzione alla competitività delle imprese europee.”
L’asse industriale Italia-Spagna chiede una vera politica industriale europea, sostenuta da strumenti di debito comune per finanziare grandi progetti strategici e rilanciare gli investimenti privati.
L’intesa tra i due Paesi si concentra su tre priorità strategiche chiave:
- Neutralità tecnologica.
- Riduzione del costo dell’energia.
- Revisione urgente del Green Deal.
Elemento centrale del documento è la richiesta di abbattere le barriere interne per completare il mercato unico, definito il “vero motore della crescita europea.” Si fa riferimento ai “dazi interni,” ostacoli burocratici e normativi citati anche da Mario Draghi, la cui eliminazione è considerata indispensabile.
Garamendi ha sottolineato l’ampia convergenza di vedute, rimarcando che l’incontro bilaterale “ci consente di guidare insieme lo spirito dell’Europa” nel promuovere la prosperità e nel rafforzare difesa, sicurezza e il prossimo bilancio UE.
Gli industriali chiedono inoltre che il nuovo fondo europeo per la competitività, previsto nel quadro finanziario pluriennale 2028-2034, abbia una chiara destinazione a favore delle imprese e che venga salvaguardata la politica di coesione per ridurre i divari territoriali.
Sul fronte internazionale, si sollecita la rapida ratifica degli accordi con Mercosur e Messico, la piena attuazione di quello con l’Indonesia e la conclusione dei negoziati con Australia e India.
Infine, il documento sottolinea l’importanza di investire nell’industria della difesa europea, nell’ammodernamento delle infrastrutture critiche e nella riduzione delle dipendenze tecnologiche esterne, pilastri fondamentali per l’autonomia strategica dell’Europa.