Il conclave si trova in una fase di stallo, con i cardinali che hanno espresso la necessità di più tempo per discernere il successore di Pietro. Lunedì, i porporati hanno deciso di raddoppiare le sessioni di confronto, con congregazioni previste sia alle 9 del mattino che alle 17 del pomeriggio, al fine di permettere una decisione ponderata e, secondo le loro parole, di “dare alla Chiesa il Papa scelto da Dio”.
Diverse fonti all’interno del Vaticano indicano che non è ancora emersa una figura di consenso tra i cardinali elettori. Per quanto riguarda martedì, al momento è fissata unicamente la congregazione mattutina. Durante la giornata si valuterà l’eventuale necessità di una sessione pomeridiana aggiuntiva. Resta avvolto nel mistero l’arrivo di due cardinali elettori, la cui assenza non è stata al momento chiarita.
Nel frattempo, non mancano le polemiche. A destare scalpore è una foto che ritrae l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump vestito da Papa. Tuttavia, il vicepresidente americano JD Vance, fervente cattolico, ha preso le difese di Trump, definendo l’immagine “soltanto uno scherzo”.
Si affievolisce l’ottimismo che aveva serpeggiato nelle ore precedenti: il collegio cardinalizio sta prendendo coscienza della necessità di un periodo di riflessione più ampio per raggiungere una convergenza non solo sulle future direttive della Chiesa post-Francesco, ma soprattutto sull’identità del Pontefice che ne raccoglierà l’eredità.
Al termine dell’assemblea generale dei cardinali, diversi porporati hanno evidenziato l’importanza di proseguire il dialogo e il confronto. Sebbene il clima generale sia descritto come sereno, come confermato da fonti ufficiali, la composizione eterogenea e numerosa dell’attuale Conclave, senza precedenti nella storia recente, rende la prospettiva di una soluzione rapida meno probabile.
In risposta a questa esigenza di maggiore discussione, durante l’ultima congregazione è stato deciso di raddoppiare il tempo dedicato al confronto nella giornata di lunedì 5 maggio. Il direttore della Sala Stampa Vaticana, Matteo Bruni, ha comunicato che si terranno due sessioni, una al mattino alle ore 9:00 e una al pomeriggio alle ore 17:00. Per martedì 6 maggio, al momento, rimane in programma una sola congregazione mattutina, ma non si esclude un eventuale raddoppio in vista dell’imminente inizio del Conclave.
Il Cardinale Claudio Gugerotti, con una metafora scherzosa rivolta ai giornalisti, ha sottolineato la necessità di ulteriore tempo: “Siamo fiori, un po’ da annaffiare, ma siamo fiori”. Interrogato sulla possibilità di un nome condiviso per il nuovo Papa già mercoledì 7 maggio, ha risposto: “Mercoledì come si fa? È dopo mercoledì che deve sbocciare”. Ha poi aggiunto: “Chi lo sa, lo Spirito Santo fa degli scherzi, non sappiamo mai”, rimarcando la necessità di “tanta acqua”.
“Ci sono 133 nomi, tutto è aperto”, ha commentato il Cardinale di Santiago del Cile, Fernando Natalio Chomali Garib, evidenziando l’ampio ventaglio di possibilità. Altri cardinali, lasciando l’aula, hanno lasciato intendere che al momento non è stato raggiunto un consenso su una figura per la successione a Francesco, esprimendo comunque fiducia in una futura convergenza.
Con una sincerità disarmante, il Cardinale di Algeri, Jean-Paul Vesco, ha dichiarato: “Non siamo pronti”. Il Cardinale, noto per la sua passione per la corsa sulle lunghe distanze, ha affermato: “Daremo alla Chiesa il Papa che il Signore ha scelto”.
Mentre nella Cappella Sistina e negli alberghi designati per ospitare i cardinali durante il Conclave, Casa Santa Marta e Santa Marta vecchia, fervono i preparativi per il solenne evento, rimane un elemento di incertezza riguardo alla presenza di due cardinali elettori che non sono ancora giunti a Roma. Tuttavia, non avendo comunicato ufficialmente la loro assenza, il numero dei cardinali elettori rimane fissato a 133, e di conseguenza, il quorum necessario per l’elezione del nuovo Pontefice resta di 89 voti.
L’arrivo dei cardinali a Casa Santa Marta è previsto tra la sera di martedì 6 maggio e la mattina di mercoledì 7 maggio, antecedente alla celebrazione della messa “pro eligendo”. Per quanto concerne i costi del Conclave, un aspetto non secondario in un periodo di difficoltà finanziaria per il Vaticano, è stato precisato dal portavoce Bruni che saranno interamente a carico della Santa Sede e non ci saranno “sponsor”.