Il mandato esplorativo al presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati per vedere se “esiste una maggioranza parlamentare fra centrodestra e 5 Stelle e se c’e’ un’indicazione per un premier condiviso” conferito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella riuscira’ a risolvere lo stallo politico? Dopo le prime dichiarazioni dei leader politici, con le schermaglie tra Salvini e Di Maio che continuano, la strada non sembra affatto in discesa come si augurava il Capo dello Stato.
Quarantotto ore per certificare la fotografia esistente: M5s pone il veto su Berlusconi, lancia l’ultimatum a Salvini (“il Paese non puo’ piu’ aspettare”), il Carroccio rimanda al mittente l’invito pentastellato, FI sottolinea che sono stati i grillini a chiudere al dialogo e ‘chiama’ al fronte “contro i nemici della liberta’” tutti i democratici, come nel ’48. Il mandato esplorativo conferito a Casellati dal Capo dello Stato Mattarella e’ destinato a non cambiare le posizioni sul campo. Domani il presidente del Senato provera’ un altro giro di consultazioni ma al momento non c’e’ alcuna ‘exit strategy’ sul tavolo. Il centrodestra si e’ presentato diviso dalla presidente del Senato ma “per motivi di metodo”, non di merito. “E’ servito per stanare M5s. Per noi e’ stato meglio – osserva un esponente di FI -, cosi’ e’ ancora piu’ evidente che sono loro a non voler dialogare”. Non e’ certamente sfuggito allo stato maggiore la mancata presenza di Salvini a palazzo Giustiniani, ma in ogni caso per ora il leader del Carroccio – si sottolinea nel partito azzurro – ha tenuto il punto, “perche’ non dovrebbe farlo ancora?”.
#MandatoEsplorativo. Il Presidente #AlbertiCasellati riceve la delegazione del #Movimento5Stelle pic.twitter.com/iFWcFdw0jY
— Senato Repubblica (@SenatoStampa) April 18, 2018
Nessun passo indietro sulla premiership di Luigi Di Maio. Secondo quanto si apprende da chi lavora al fianco del leader M5s, qualunque sia lo scenario di governo che si prospettera’ al termine delle nuove consultazioni condotte in queste ore dalla presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, Di Maio non rinuncera’ al suo ruolo di aspirante presidente del Consiglio. Ma a portare “scompiglio”, come ammette un deputato 5 stelle, tra le truppe pentastellate – fin qui molto compatte nel seguire il leader Di Maio – e’ l’ipotesi che circola di un mandato esplorativo circoscritto (per cercare una maggioranza Pd-M5s) a Roberto Fico, qualora – come molti danno per scontato – la ‘missione’ della Casellati non andasse a buon fine. E se Fico si ritrovasse ad avere un pre incarico o un incarico pieno cosa farebbe il Movimento 5 stelle? Per alcuni parlamentari non ci sarebbero problemi di sorta: cio’ che conta, spiega un deputato, e’ che governi M5s, quale che sia il premier. “Lo prevedono le nostre regole” precisa. E un altro deputato, gli fa eco: “Non vedo il problema. Certo, Luigi dovrebbe mandare giu’ un rospo.. ma quanti ne abbiamo dovuti ingoiare noi in questi anni per il bene del Movimento? E’ giusto farlo perche’ il nostro obiettivo e’ avere un governo M5s con un programma che sia fedele ai nostri temi e ai nostri valori. E’ come quando devi andare a cena – prosegue con una metafora culinaria – importa cenare non con chi” della serie che cio’ che conta e’ governare, a patto naturalmente che la guida sia M5s. Anche se non si chiamasse Di Maio.
Di certo, viene spiegato, sarebbe necessario un passaggio in assemblea per discuterne e, in caso di un cambiamento di scenario con un nome diverso da quello di Di Maio, servirebbe un voto sul blog. Ma intanto, secondo quanto viene riferito, l’assemblea congiunta di stasera dovrebbe limitarsi alle comunicazioni dei vertici 5 stelle per spiegare lo stato dell’arte senza dare spazio a dibattiti. Sempre che nessuno alzi la mano e chieda comunque di dire la sua. Dentro M5s, pero’, c’e’ chi vede l’opzione Fico come assolutamente improbabile pur ammettendo quanto sia inusuale il fatto che la Casellati abbia avuto un mandato esplorativo circoscritto a verificare una maggioranza centrodestra-M5s. E quindi, in fin dei conti, pronti ad aspettarsi qualunque cosa. Anche se da piu’ parti si mette in evidenza non solo la compattezza del gruppo M5s in Parlamento intorno al suo leader ma anche, cosi’ viene raccontato, un ottimo rapporto tra Fico e Di Maio. E c’e’ chi si dice sicuro che “Fico non accetterebbe mai un incarico e un nome diverso da quello di Luigi” Di Maio.
Dal colloquio con la presidente Casellati “ho appreso che Di Maio ha tenuto la sua posizione di sempre, di non voler stringere accordi con il centrodestra nella sua universalità e ha tacciato il centrodestra di essere una coalizione artificiale: questa è una cosa fuori dalla realtà”: lo afferma il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, al termine dell’incontro a Palazzo Giustiniani con la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati.
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Una mossa “geniale” quella del Capo dello Stato: la scelta di conferire un incarico ben circoscritto e delineato ad Elisabetta Alberti Casellati e’ vista nel Partito Democratico come la “mossa del Cavallo” capace di sbloccare lo stallo che si e’ creato nel percorso per arrivare al nuovo governo. Tagliando fuori le altre forze politiche, Pd compreso, il mandato ricevuto da Casellati – e’ il ragionamento di alcuni parlamentari dem – mette Luigi Di Maio e Matteo Salvini di fronte alle proprie responsabilita’. “Con il mandato alla Presidente Casellati di verificare le condizioni per una possibile maggioranza di governo tra centrodestra e Cinque Stelle si pone fine alle ambiguita’ di questi 45 giorni. Altro che aspettare le elezioni regionali, ora e’ il momento della verita’ per chi dopo il 4 marzo ha pensato solo a tatticismi e personalismi”, spiega il segretario reggente Maurizio Martina. Se il tentativo andra’ a buon fine, tanto meglio: il Partito Democratico potra’ rimanere “comodamente all’opposizione” senza la “mannaia della responsabilita’” che tante volte si e’ rivelata un’arma a doppio taglio per i dem, dal governo Monti a quello Letta. E, in questo momento, e’ proprio questa l’aspirazione della maggioranza interna. Lo spiega bene Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria dem: il mandato esplorativo conferito dal presidente della Repubblica a Elisabetta Alberti Casellati “e’ un tema che non riguarda il Partito Democratico, perche’ il mandato ha un perimetro ben delimitato” spiega. Da parte sua, il Pd “terra’ alta l’attenzione sui temi che abbiamo messo in campo, dalla sua posizione di minoranza”, aggiunge. Se anche il tentativo di Casellati dovesse concludersi con un nulla di fatto, lo scenario piu’ probabile sarebbe quello di un ulteriore restringimento del perimetro.