IN CINA L’ANTI-VERTICE. A VIGILIA TRUDEAU LEGALIZZA MARIJUANA
Dazi, Iran, clima e rapporti con la Russia saranno al centro da oggi del G7 DI Charlevoix, in Canada, impegnativo debutto internazionale per il neopremier Conte che avra’ a margine anche i suoi primi incontri bilaterali, primi fra tutti quelli con Angela Merkel e Jean Claude Juncker. La Casa Bianca fa sapere che Trump lascera’ il vertice sabato mattina per preparare l’incontro con Kim a Singapore, mentre Putin vola in Cina dove un incontro a Qingdao, con Rohani e forse Kim Jong-un, si prefigura come un anti-summit. Il Canada DI Trudeau, alla vigilia del summit, e’ il primo Paese del G7 a legalizzare la marijuana. Nyt, monta la rabbia dopo guerra parole Trump-Macron-Trudeau, ‘mai tanta indignazione verso gli Usa’.
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è arrivato alle 23 ora locale (l’alba in Italia) a Charlevoix in Quebec, dove stamani prende il via il G7. Si tratta del primo appuntamento all’estero del premier, che a margine dei lavori avrà incontri bilaterali con quasi tutti o leader.
Si preannuncia un G7 ad alta tensione quello che stasera e domani sarà ospitato a Charlevoix, in Quebec, sotto la presidenza del premier canadese Justin Trudeau. Dopo il vertice di Taormina dello scorso anno, che aveva certificato un disaccordo soprattutto su immigrazione e cambiamenti climatici, i capi di Stato e di Governo di Francia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, Giappone, Italia e Canada dovranno fare ora i conti con le distanze registrate nelle ultime settimane su alcuni temi caldi, primi fra tutti l’aggressiva politica commerciale americana e la questione nucleare iraniana. A Charlevoix ci sarà anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, alla sua prima uscita internazionale come capo del nuovo governo giallo-verde. Donald Trump, probabilmente l’ultimo ad arrivare alla riunione, certamente sarà il primo ad andarsene, già alle 10.30 locali di domani mattina, mentre gli altri saranno ancora riuniti.
I DAZI E IL RISCHIO DI UN VERTICE G6+1 La decisione di Donald Trump di imporre dazi sull’acciaio e l’alluminio, e la chiara opposizione dei principali alleati di Washington, potrebbe segnare profondamente lo svolgimento della riunione. Anche perché la posizione del primo ministro canadese Trudeau sulle misure punitive, secondo una fonte del governo canadase, si preannuncia irremovibile, “coerente e chiara” durante tutti i colloqui. D’altra parte, già i ministri delle Finanze e i governatori delle banche centrali hanno chiesto al segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin di riferire la loro unanime preoccupazione e la loro contrarietà alla decisione dell’inquilino della Casa Bianca. Su questo tema la tensione è dunque molto alta e il G7 finanziario si è chiuso senza una dichiarazione comune, con i ministri che hanno preferito tenere conferenze stampa separate per manifestare senza vincoli il proprio malcontento. Il francese Bruno Le Maire ne ha approfittato per definire il vertice un “G6+1”, “teso e difficile”.