MAI PENSATO AL 2,4 PER CENTO COME UN DATO DI SFIDA ALL’EUROPA. CONTE CHIEDE ALLA UE FLESSIBILITA’ SU DISSESTO E GIUSTIZIA. DI MAIO: NON TASSEREMO LE UTILITARIE. SENATO IN STAND BY
“Non è stato affatto difficile convincere i miei vicepresidenti Matteo Salvini e Luigi Di Maio” ad acconsentire a ridurre il deficit nominale programmato per il 2019, “perché sin dall’inizio abbiamo seguito un percorso molto chiaro e razionale, impostare una manovra economica che contrastasse il rischio di recessione e fosse anticiclica”. Lo dice il premier Giuseppe Conte, a Bruxelles. “Abbiamo messo a fuoco – continua Conte – le riforme annunciate nel contratto di governo per poter tenere fede alle promesse ai cittadini e realizzare una prospettiva di sviluppo sociale e di crescita economica. Abbiamo accantonato le somme che sono apparse necessarie alla realizzazione di queste riforme. Io peraltro non ho mai anticipato cifre”. “Di qui – prosegue – il saldo finale, con un deficit/Pil al 2,4%, ma ho anche detto che avevamo bisogno delle stime tecniche degli uffici competenti per calcolare le somme necessarie. Queste stime sono arrivate: sono calcoli laboriosi. Abbiamo avuto un numero finale che mi ha consentito di reperire risorse finanziarie. Non ho dovuto convincere quindi né Di Maio né Salvini, perché – conclude – non abbiamo mai pensato al 2,4% come un dato di sfida all’Europa, un dato simbolico o un totem”.
“Quota cento e reddito cittadinanza verranno realizzate cosi’ come sono state concepite, programmate e annunciate”. Cosi’ il premier in conferenza stampa. “Sono esattamente come le abbiamo concepite, nessun arretramento su questo”, ha aggiunto.
Conte al lavoro sulla proposta alla Ue di piano per la sicurezza del territorio e la prevenzione dei rischi e per ridurre i tempi della giustizia civile e penale. Per finanziarli, chiede a Bruxelles la concessione di flessibilita’ affinche’ le risorse non siano imputate nel computo del deficit. Incontro sulla manovra con la cancelliera Merkel prima del Consiglio Ue. Di Maio e’ tornato sull’ecotassa per precisare: ‘non tasseremo l’auto delle famiglie’. Intanto, i lavori sulla manovra in Parlamento sono sospesi in attesa dell’esito della trattativa.