PYONGYANG ATTACCA: ‘TRUMP E’ UNA CANAGLIA E UN BANDITO, DESIDEROSO DI GIOCARE CON IL FUOCO’
“Noi vogliamo un mondo in cui ci siano Paesi che cooperano tra loro. E non possiamo avere un piccolo pazzo che spara missili sugli altri”: cosi’ in un comizio in Alabama il presidente americano DonaldTrump torna a parlare del leader nordcoreano Kim Jong-un. “Qui stiamo parlando di armi di distruzione di massa, e non possiamo permettere che qualcuno metta il nostro popolo in pericolo, il popolo americano” , ha aggiunto Trump.
“L’uomo missile doveva essere gestito molto tempo fa”: lo ha detto il presidente americano Donald Trump, chiamando di nuovo il dittatore nordcoreano Kim Jong-un ‘rocket man’ e accusando chi era prima di lui alla Casa Bianca di non averlo saputo fermare. Il riferimento e’ a Barack Obama, ma anche all’ex segretario di Stato americano Hillary Clinton.
La Corea del Nord potrebbe condurre un test di bomba a idrogeno nel Pacifico, secondo quanto dice il ministero degli Esteri di Pyongyang. Il leader Kim Jong-un ha definito Trump ‘un folle’ e ha aggiunto che il presidente Usa ‘paghera’ caro’ per le sue minacce. Trump primaha risposto con un tweet: ‘Kim Jong-un, che e’ chiaramente un pazzo a cui non interessa affamare o uccidere il proprio popolo, verra’ messo alla prova coma mai prima’. Poi il nuovo affondo durante il comizio in Alabama. Tensione alle stelle. La Cina chiede di mantenere la calma e di evitare sanzioni unilaterali a Pyongyang.
La Corea del Nord potrebbe condurre un test di bomba a idrogeno nel Pacifico: lo rivela il ministero degli Esteri nordcoreano. Il leader Kim Jong-un ha definito Trump “un folle” e ha aggiunto che il presidente Usa “paghera’ caro” per le sue minacce. Trump ha firmato intanto un ordine esecutivo per nuove sanzioni contro Pyongyang. “I negoziati sono l’unica via d’uscita”, afferma il ministero degli Esteri cinese.
La Corea del Nord potrebbe condurre il piu’ potente test di bomba all’idrogeno nel Pacifico, tra le “azioni di piu’ alto livello” contro gli Stati Uniti: e’ l’ipotesi espressa dal ministro degli Esteri nordcoreano Ri Yong-ho, riporta l’agenzia Yonhap, in merito alle affermazioni del leader Kim Jong-un che sta considerando le piu’ potenti iniziative in risposta al presidente americano Donald Trump e alla sua minaccia di “distruzione totale” del Paese eremita.
“Potrebbe essere la detonazione piu’ potente di bomba all’idrogeno nel Pacifico”, ha affermato Ri, a New York per seguire i lavori dell’Assemblea generale dell’Onu, aggiungendo pero’ “di non avere idea di quali azioni potrebbero essere prese dato che saranno ordinate dal leader Kim Jong-un”. Pyongyang, a partire dal 2006, ha effettuato un totale di sei test nucleari, di cui l’ultimo, il piu’ potente, risale al 3 settembre ed e’ stato rivendicato come la detonazione di ordigno all’idrogeno.
Il leader nord-coreano Kim Jong Un ha definito Donald Trump ‘un folle’ e ha aggiunto che il presidente statunitense paghera’ “caro” per le sue minacce al paese asitico. Lo riferisce l’agenzia di stampa nord coreana. Kim ha accusato Trump di non essere adeguato per ricoprire il ruolo di ‘comandante in capo di un Paese’. Il capo del regime nord coreano ha descritto il presidente americano come “una canaglia e un bandito, desideroso di giocare con il fuoco”. Le parole di Kim arrivano in risposta al bellicoso discorso fatto da Trump sulla Corea del Nord all’assemblea generale dell’Onu. Il discorso del presidente americano hanno convinto Kim – riferisce l’agenzia nazionale nord-coreana – che “il percorso da me intrapreso e’ corretto e lo seguiro’ fino alla fine”. Il dittatore asiatico ha aggiunto di stare “pensando intensamente alla risposta da dare”. In ogni caso “Trump paghera’ caro per il suo discorso in cui ha minacciato la totale distruzione della Corea del Nord”.
Intanto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato nuove sanzioni nei confronti della Corea del Nord, aprendo all’inserimento nella ‘lista nera’ di persone ed entità straniere che facciano affari con Pyongyang. Obiettivo della nuova tornata di misure è togliere finanziamento ai programmi missilistici e nucleari del regime, dopo i recenti lanci di razzi e i test atomici. Trump lo ha annunciato da New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, due giorni dopo aver pronunciato minacce di azioni militari e nello stesso giorno in cui i Paesi dell’Unione europea hanno raggiunto l’accordo politico per ampliare a loro volta le misure contro Pyongyang.
In parallelo, intanto, sullo scenario internazionale i riflettori restano accesi anche sull’Iran, dopo che due giorni fa al Palazzo di vetro Trump ha espresso dure critiche sull’accordo sul nucleare (definendolo “un imbarazzo”), senza tuttavia dire se voglia sfilare gli Usa. Nel dare l’annuncio delle sanzioni, Trump ha sottolineato che saranno “tagliate le fonti di introito”, colpendo chi conduca “commercio in beni, servizi o tecnologia con la Corea del Nord”, che “per troppo tempo ha potuto abusare el sistema economico internazionale” per finanziare le sue attività nucleari e missilistiche. Il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, ha poi spiegato che le misure prevedono che le banche che hanno rapporti con Pyongyang non possano averne con gli Usa, e che barche e aerei che siano stati in Corea del Nord non possano entrare negli Usa per 180 giorni. Trump ha anche elogiato la Cina, criticata spesso per il suo legame con Pyongyang, dopo che la sua banca centrale ha ordinato alle banche locali di applicare appieno le sanzioni Onu, interrompendo le transazioni con i nuovi clienti e riducendole con gli esistenti. Sembra, quindi, che Trump intenda dare più tempo alle pressioni economiche di farsi sentire sul regime, dopo aver fatto riferimento alla possibilità di “distruggere totalmente” il Paese, nel suo primo discorso all’Onu (Pyongyang ha parlato dell’inutile “abbaiare di un cane”). E in un incontro con i leader sudcoreano e giapponese, quando gli è stato chiesto se il dialogo sia ancora possibile, ha detto: “Perché no?”.
L’Onu ha imposto nove round di sanzioni dal 2006, l’ultimo questo mese. E oggi gli ambasciatori dell’Ue hanno raggiunto un accordo perché il blocco imponga nuove sanzioni economiche, secondo l’annuncio di fonti diplomatiche. I ministri degli Esteri dell’Unione si erano infatti già mostrati favorevoli nella riunione informale di inizio settembre alle nuove misure, complementari a quelle del Consiglio di sicurezza Onu. La decisione potrà essere approvata nel prossimo Consiglio Affari esteri del 16 ottobre a Lussemburgo. Ma l’attenzione resta alta anche sull’Iran. Non è noto quale sia l’intenzione di Trump sull’accordo sul nucleare, dopo le dure parole pronunciate al Palazzo di vetro due giorni fa. Ieri il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha definito le sue frasi “retorica ignorante e assurda”, ribadendo che Teheran “non sarà il primo” a violare l’intesa, ma avvertendo che risponderà “in modo deciso” a un’eventuale violazione. Per Rohani, l’accordo non può essere rinegoziato. Posizione condivisa dall’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Federica Mogherini, la quale dopo aver presieduto un tavolo tra l’Iran e le potenze firmatarie ha affermato che “non è necessario rinegoziare parti” dell’intesa, perché “sta funzionando”. Dal Palazzo di vetro si è pronunciato in proposito anche il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, secondo cui le sanzioni contro Teheran sono sbagliate perché “minano” l’accordo del 2015.