Mentre l’ipotesi di un voto anticipato ad aprile accelera il dibattito nel centrosinistra, le forze della coalizione faticano a trovare un accordo sulle modalità di selezione del candidato premier: tra timori di bruciare i nomi, spaccature programmatiche e il ruolo dei “federatori”.
1. Il duello principale e i nodi programmatici
Nonostante le prudenze ufficiali, il confronto sul campo resta incentrato sulle figure dei leader delle due forze principali dell’alleanza:
- Elly Schlein vs Giuseppe Conte: Entrambi declinano ruoli da comprimario. La spaccatura più netta riguarda la politica estera e il sostegno militare all’Ucraina.
- Strategie differenti: Mentre il M5S spinge per accelerare i tempi (evitando di concedere vantaggio al governo Meloni), il PD mira a una definizione graduale nell’autunno, legandola all’evoluzione della legge elettorale.
- Prossimi appuntamenti: Il primo confronto vis-à-vis sul palco è fissato per l’8 settembre alla festa nazionale di Alleanza Verdi-Sinistra.
2. Le posizioni degli alleati e il fronte delle primarie
All’interno della variegata galassia del campo largo emergono sensibilità e proposte divergenti:
- Alleanza Verdi e Sinistra (AVS): Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli frenano sul duello binario Schlein-Conte, chiedendo prima un accordo di programma “per il Paese” per evitare che le primarie si trasformino in un elemento di logoramento.
- Centro e Moderati: Matteo Renzi prefigura una propria candidatura; Alessandro Onorato (Progetto Civico Italia) insieme a Enzo Maraio (PSI) spinge per organizzare i gazebo già nella prima metà di novembre; Ernesto Maria Ruffini prosegue la sua azione orientata sui valori della coalizione.
- Ipotesi “Federatore”: Qualora la contrapposizione diretta diventi ingestibile, riprende quota la figura di un garante terzo. In questa prospettiva si rifanno i nomi di Pier Luigi Bersani, Roberto Gualtieri e Gaetano Manfredi.
3. La “variabile” Silvia Salis
L’equilibrio della corsa potrebbe mutare con l’uscita a ottobre del libro memoir “È già domani” della sindaca di Genova Silvia Salis. Benché la prima cittadina mantenga la riserva, una sua eventuale discesa in campo viene vista dagli osservatori politici come un elemento in grado di scompaginare le candidature attuali.