Il Presidente del Consiglio Europeo risponde a Trump e Musk: “Stop ai tecno-oligarchi sulla libertà d’espressione”. La preoccupazione per l’allineamento Mosca-Washington
L’Unione Europea reagisce con fermezza alla nuova strategia di sicurezza statunitense e alle polemiche innescate da Elon Musk. Il Presidente del Consiglio Europeo, Antonio Costa, è intervenuto alla conferenza annuale dell’Istituto Jacques Delors a Parigi per lanciare un avvertimento diretto a Washington: “Non accettiamo intromissioni sulla libertà di espressione che non sacrifichiamo ai tecno-oligarchi”. Il riferimento esplicito è al caso Musk e alla cancellazione dell’account X della Commissione UE.
Costa ha ammesso che “gli Usa e l’Ue ormai non condividono la stessa visione dell’ordine internazionale”, ma ha ammonito: “Se siamo alleati, dobbiamo agire come alleati. E gli alleati non minacciano di interferire nella vita politica interna degli alleati”.
Il leader europeo ha espresso chiaramente i limiti che l’Europa non è disposta a superare: “Gli Stati Uniti non possono sostituirsi ai cittadini europei nella scelta dei partiti buoni e dei partiti cattivi”.
Sulla questione della libertà d’espressione, Costa è stato perentorio, chiarendo che il concetto europeo non è negoziabile: “La nostra storia ci ha insegnato che non esiste libertà di espressione senza libertà di informazione. E non ci sarà libertà di espressione se la libertà di informazione dei cittadini viene sacrificata per difendere gli interessi degli oligarchi tecnologici degli Stati Uniti. Su questo dobbiamo essere chiari”.
Costa ha manifestato profonda preoccupazione per l’aperto sostegno del Cremlino alla nuova strategia USA, giudicata da Mosca “coerente” con la propria visione dell’Europa.
“Quando Mosca afferma di condividere ampiamente la visione degli Stati Uniti sull’Europa, dovrebbe farci riflettere”, ha dichiarato Costa. Il Presidente ha poi fornito una lettura critica del documento USA sull’Ucraina: “L’obiettivo di questa strategia non è la pace, e certamente non una pace giusta e duratura. È solo la cessazione degli scontri e la stabilizzazione delle relazioni con la Russia”. Costa ha ribadito che, dopo l’invasione del 2022, è impossibile ignorare che Mosca “rimane una minaccia per la nostra sicurezza” e per i valori sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.
In Italia, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha appoggiato la necessità di una maggiore autonomia europea.
Pur ribadendo che gli “Stati Uniti sono e restano il nostro principale alleato”, Urso ha sostenuto che “l’Europa deve far da sé ed è in condizione di farlo”. Il Ministro ha sottolineato l’importanza per il blocco di “guardare agli altri Paesi del sud del mondo” per diversificare le alleanze strategiche.
Parallelamente al dibattito sulla sicurezza, sette leader di Paesi UE hanno sottoscritto una lettera congiunta indirizzata a Costa e alla Presidente della Commissione Ursula von der Leyen, esortando all’approvazione urgente di un “prestito di riparazione” all’Ucraina basato sui beni russi immobilizzati.
I firmatari (tra cui i Primi Ministri di Polonia, Finlandia e Svezia) ritengono questa soluzione la “finanziariamente più fattibile e politicamente più realistica” e chiedono che la decisione sia presa al vertice UE di dicembre per rafforzare la posizione difensiva di Kiev e la sua capacità di negoziare “una pace giusta e duratura”.