Il caso delle rivelazioni del Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, si trasforma in un delicatissimo caso diplomatico internazionale. Il ministero degli Esteri dell’Iran ha cavalcato immediatamente le dichiarazioni del capo della NATO sui “500 jet statunitensi decollati dall’Italia”, accusando direttamente Roma e Bucarest (Romania) di essere complici dell’aggressione militare guidata da Donald Trump.
Esmail Baghaei (Portavoce del ministero degli Esteri iraniano): «Italia e Romania hanno scelto di colludere nel palese atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro le popolazioni iraniane».
Lo scudo diplomatico di Tajani e il monito di Meloni da Antibes
La reazione del governo italiano è stata immediata e si è sviluppata su un doppio binario: diplomatico verso Teheran e di fermo richiamo verso i vertici della NATO.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha telefonato direttamente al suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, per smontare il caso e blindare la posizione italiana: «L’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare contro la Repubblica Islamica e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni cinetiche o di guerra».
Dalla conferenza stampa congiunta con Emmanuel Macron ad Antibes, la Premier Giorgia Meloni ha criticato aspramente l’uscita del Segretario della NATO, confermando l’esito della telefonata di Tajani:
Giorgia Meloni: «Anche Teheran ha capito che c’è stata un’incomprensione. Il Segretario Rutte ha confuso la tipologia dei voli autorizzati, fornendo una ricostruzione semplicistica e confusionaria che ha poi provveduto a correggere. Probabilmente voleva preparare al meglio il prossimo vertice NATO, ma credo si debba essere estremamente prudenti quando si parla di queste materie. Abbiamo fatto esclusivamente quanto dichiarato al Parlamento».
Il duro atto d’accusa di Crosetto: «Conseguenze serie sul piano internazionale»
Ancor più duri i toni del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha messo in guardia contro i rischi di speculazione politica interna su dinamiche di sicurezza nazionale.
«In un contesto geopolitico così delicato, parole imprecise e ricostruzioni infondate possono produrre effetti che vanno ben oltre il dibattito di partito», ha scandito Crosetto, invitando alla massima responsabilità collettiva.
Le opposizioni non mollano: «Ora Meloni riferisca in Aula»
Nonostante la disponibilità di Tajani e Crosetto a dettagliare i registri di volo in Parlamento, il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) mantengono altissima la pressione, spostando l’asse dello scontro dall’aspetto logistico a quello politico.
Alessandra Maiorino e Arnaldo Lomuti (Capigruppo M5S Commissioni Difesa): «Ringraziamo il ministro Crosetto per la disponibilità, ma noi pretendiamo che sia la Presidente Meloni a dare spiegazioni al Parlamento e agli italiani. La questione non è tecnica, bensì politica. Vogliamo sapere perché il governo italiano abbia fatto la scelta consapevole di acconsentire all’uso delle basi sul nostro territorio per questa sistematica attività che, pur non essendo “cinetica”, è rimasta comunque indispensabile per la condotta della guerra americana».
Da sponda AVS, invece, si riapre il dibattito strutturale sulla presenza statunitense in Italia: «Parliamo di accordi bilaterali e trattati sulle basi NATO che risalgono a oltre 50 anni fa. Non sarebbe finalmente giunto il momento di desecretarli del tutto?».
Altri fronti caldi sullo scacchiere internazionale
- Stretto di Hormuz: L’Oman ha formalmente rassicurato le cancellerie occidentali e i mercati marittimi, garantendo che non verranno imposti pedaggi o blocchi commerciali nello stretto strategico, nonostante le recenti trattative con l’Iran.
- Sicilia: Cresce l’attenzione militare nel Mediterraneo. La marina francese ha intercettato e scortato una petroliera battente bandiera russa intercettata al largo delle coste siciliane, a testimonianza di un livello di sorveglianza speciale nei mari italiani.