Di fronte a uno scenario economico che si deteriora rapidamente a causa del conflitto nel Golfo, la premier Giorgia Meloni lancia un monito a Bruxelles: l’Europa deve agire prima che la crisi entri nella sua “fase acuta”. Al termine del Consiglio dei Ministri del 28 aprile, la Presidente del Consiglio ha ribadito la necessità di strumenti straordinari, inclusa una possibile deroga generale al Patto di Stabilità, per fronteggiare lo shock energetico.
Il nodo dei conti pubblici e lo scostamento
Il dibattito interno alla maggioranza resta acceso sulla possibilità di uno scostamento di bilancio. Mentre la Lega spinge per un intervento deciso, Meloni non esclude l’ipotesi, suggerendo di estendere al settore energetico la flessibilità sui conti (pari allo 0,15% del Pil, circa 3,7 miliardi) già autorizzata dal Parlamento per le spese di difesa e sicurezza.
“Se non ho più una nazione è inutile che la difendo, quindi prima la devo mettere in sicurezza dal punto di vista economico”, ha affermato la premier, giustificando il possibile dirottamento di fondi dalla difesa al contrasto del caro-carburanti.
Accise: verso un intervento selettivo
L’esecutivo sta valutando una proroga del taglio delle accise, ma con un cambio di strategia rispetto al passato:
- Obiettivo mirato: Il beneficio potrebbe essere concentrato esclusivamente sul gasolio, che ha subito rincari più pesanti rispetto alla benzina.
- Durata ridotta: Si ipotizza un intervento più breve e chirurgico per contenere l’impatto sui conti pubblici.
Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha sostenuto la linea della premier, sottolineando che le regole europee non devono “aggravare le fasi di debolezza” e garantendo che l’Italia manterrà comunque la rotta della stabilità finanziaria.
Gli allarmi di Bankitalia e Istat
Il quadro macroeconomico delineato durante le audizioni sul Documento di finanza pubblica (Dfp) appare fragile e preoccupante:
| Indicatore | Scenario e Previsioni 2026 |
| Inflazione | In rialzo fino al 2,6% (un punto in più del previsto) secondo Bankitalia. |
| Pil | Dinamica meno positiva dopo il +0,5% del 2025; frenata dei consumi nei primi mesi del 2026. |
| Fattori di rischio | Costi energetici, crisi nel Golfo, calo della fiducia delle famiglie. |
| Consiglio UPB | Abbandonare le misure generalizzate a favore di aiuti mirati alle fasce più vulnerabili. |
Il rischio stagflazione
L’ombra della stagflazione — una combinazione di stagnazione economica e alta inflazione — aleggia sul 2026. Bankitalia ha evidenziato come le difficoltà di approvvigionamento e i costi dell’energia stiano erodendo il potere d’acquisto, confermando le analisi dell’Istat su un inizio d’anno sensibilmente più debole rispetto alla chiusura del 2025. La sfida del governo sarà ora calibrare la risoluzione di maggioranza per bilanciare il sostegno a imprese e famiglie con i vincoli di bilancio richiesti dall’Ue.