Si tiene oggi a Ginevra un vertice di cruciale importanza per il destino del programma nucleare iraniano, con i ministri degli Esteri di Germania, Francia e Regno Unito che incontrano l’omologo iraniano Araghchi e l’alto rappresentante dell’UE per la Politica Estera. L’incontro giunge in un momento di escalation della tensione in Medio Oriente, con incidenti e dichiarazioni che minacciano di far precipitare la regione in un conflitto più ampio.
La notte scorsa, una granata è stata lanciata nel cortile della residenza dell’ambasciatore norvegese a Tel Aviv, causando lievi danni. L’episodio si inserisce in un clima di crescente ostilità tra Iran e Israele. Nel frattempo, Teheran ha nominato un nuovo capo dell’intelligence dei Pasdaran, le Guardie Rivoluzionarie Iraniane, a seguito dell’uccisione del suo predecessore da parte di Israele, segnale di un riassetto interno in risposta agli attacchi subiti.
Sul fronte statunitense, il presidente Donald Trump starebbe prendendo tempo prima di autorizzare eventuali attacchi contro il sito nucleare iraniano di Fordow. Secondo quanto riportato da “Axios”, Trump nutrirebbe dubbi sull’efficacia delle bombe anti-bunker Gbu-57 Mop (Massive Ordnance Penetrator) nel distruggere la struttura. Funzionari anonimi citati dal portale indicano che il presidente “vuole essere sicuro che una simile operazione sia davvero necessaria, che non ci sia il rischio di trascinare gli Stati Uniti in una guerra prolungata in Medio Oriente e che sia possibile raggiungere l’obiettivo di distruggere il programma nucleare iraniano”. Questi timori lo avrebbero spinto a rinviare una decisione finale riguardo la possibilità di unirsi agli attacchi israeliani contro Teheran.
Il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha espresso la sua posizione sulla crisi, auspicando una soluzione diplomatica. Intervenendo a “Dritto e rovescio” su Retequattro, Crosetto ha dichiarato: “Mi auguro che Israele non userà mai la Bomba, perché Israele invece ha l’arma atomica. Il punto di arrivo è quello della decisione dell’Iran di smettere e cercare la bomba atomica. Basterebbe quello per cessare questa guerra, il tavolo americano voluto da Trump era nato per quello, mi auguro possa riprendere quel tavolo, che si arrivi alla definizione definitiva dell’uscita dell’Iran dal programma di ricerca per la bomba nucleare, a quel punto si potrà ritornare almeno in quel territorio alla pace precedente”.
Il ministro ha anche lanciato un appello a Israele riguardo la situazione a Gaza: “Mi aspetto anche che Israele a Gaza ascolti quello che la comunità internazionale gli chiede ormai da tempo, da tempo, noi per primi: la guerra con Hamas ci sia, ma basta attacchi ai civili palestinesi, si combatta Hamas”.
La Casa Bianca ha ammonito l’Iran, dichiarando che “non deve e non può ottenere l’arma nucleare. Gravi conseguenze se non accetta l’accordo pratico e realistico proposto dagli Usa”. In risposta, Teheran ha minacciato la chiusura dello Stretto di Hormuz e, secondo fonti israeliane, avrebbe lanciato bombe sull’ospedale Soroka di Beersheva.
Dichiarazioni incendiarie arrivano da entrambi i lati. Il ministro degli Esteri israeliano Katz ha definito la Guida Suprema iraniana un “moderno Hitler”, affermando che “non può continuare a vivere”. Da Mosca, il Cremlino ha avvertito che il coinvolgimento americano sarebbe “estremamente pericoloso”. Il leader iraniano Khamenei ha interpretato l’entrata in scena degli USA come un “segno di debolezza di Israele”.
Nel frattempo, è stato emesso un avviso di evacuazione per i lavoratori della sede di Canale 14, la TV israeliana accusata di fare propaganda. Il primo ministro israeliano Netanyahu ha ribadito la linea dura: “Stiamo cambiando il volto del mondo, colpiremo tutti i siti nucleari”.