Il governo accelera sulla crisi mediorientale e cerca la “blindatura” parlamentare. Dopo un nuovo vertice d’urgenza a Palazzo Chigi presieduto da Giorgia Meloni, l’esecutivo ha annunciato che oggi, giovedì 5 marzo, i ministri Antonio Tajani (Esteri) e Guido Crosetto (Difesa) riferiranno alle Camere. Non si tratterà di una semplice informativa: il passaggio prevede la presentazione di risoluzioni e il relativo voto, un atto che servirà a conferire al governo il mandato politico per gestire i prossimi, delicatissimi sviluppi del conflitto.
A preoccupare l’esecutivo non sono solo i mercati energetici. Durante il vertice, i vertici dell’intelligence hanno presentato un quadro inquietante: l’escalation bellica in Iran rischia di riattivare cellule radicali, innalzando drasticamente il pericolo di attentati terroristici anche in Europa. Il monitoraggio è massimo, soprattutto in considerazione del possibile impatto della minaccia sulle sedi diplomatiche e sugli obiettivi sensibili in Italia.
Il rebus delle basi e i sistemi di difesa
Resta centrale il tema del coinvolgimento logistico dell’Italia. Il sottosegretario Alfredo Mantovano ha cercato di gettare acqua sul fuoco: «Al momento gli Stati Uniti non hanno chiesto l’uso delle basi italiane». Tuttavia, la porta resta aperta: il vicepremier Tajani ha già chiarito che, qualora arrivasse una richiesta formale da Washington per operazioni belliche, il governo la valuterà con estrema attenzione.
Nel frattempo, l’esecutivo sta analizzando le richieste di aiuto arrivate dai Paesi del Golfo: l’ipotesi più accreditata resta l’invio di sistemi difensivi (come il Samp-T) per la protezione dello spazio aereo dagli attacchi missilistici e dei droni iraniani.
Maggioranza verso il voto: “Tutti presenti”
L’ordine di scuderia tra le fila di Fratelli d’Italia è tassativo: massima presenza in Aula per garantire una base parlamentare solida. Le interlocuzioni con le opposizioni sarebbero in corso, ma il centrodestra punta a ottenere un’agibilità politica piena. Al vertice di oggi, oltre ai due vicepremier Tajani e Salvini (collegato da remoto), era presente anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per valutare le ricadute finanziarie di un possibile coinvolgimento italiano e le misure di mitigazione per i costi dell’energia.
I punti chiave del vertice:
- Sicurezza: Analisi degli 007 sul rischio di nuove ondate terroristiche.
- Diplomazia: Tajani ribadisce che “l’Italia non è in guerra”, ma la posizione resta di attesa sulle richieste USA.
- Aiuti: Valutazione tecnica e giuridica per l’invio di sistemi anti-aerei nel Golfo.
- Istituzioni: Domani voto decisivo alle Camere per definire il perimetro d’azione dell’Italia.
Prima il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, poi la premier Giorgia Meloni, si sono recati ieri sera al Quirinale per informare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sugli sviluppi della situazione.