L’Italia risponde all’escalation in Medio Oriente delineando un piano di protezione militare “multidominio” e confermando il rimpatrio di migliaia di civili. Nelle comunicazioni congiunte alle Camere, i ministri Antonio Tajani (Esteri) e Guido Crosetto (Difesa) hanno tracciato il perimetro dell’impegno italiano: una missione di difesa aerea e sorveglianza per proteggere i partner del Golfo, i contingenti e le rotte energetiche, ma senza alcun coinvolgimento in operazioni di attacco.
Centomila italiani a rischio, evacuati i primi militari
Il bilancio fornito dal titolare della Farnesina è imponente: sono circa 100.000 gli italiani coinvolti, direttamente o indirettamente, nelle aree della crisi. «Ad oggi, 10.000 connazionali sono stati aiutati a lasciare le zone a rischio», ha precisato Tajani. Sul fronte militare, Crosetto ha rivelato che 250 soldati italiani sono stati evacuati in Arabia Saudita grazie al supporto di Paesi alleati.
Il piano “Scudo”: droni e missili nel mirino
La strategia del governo, contenuta in una risoluzione di maggioranza, prevede il dispiegamento di un dispositivo ad alta tecnologia: sistemi anti-drone e batterie antimissilistiche saranno rischierati nel Golfo e a Cipro. L’obiettivo è duplice: tutelare le infrastrutture strategiche italiane e sostenere gli Stati membri UE e i partner arabi colpiti dai raid iraniani.
Il “caso” Crosetto: «Guerra partita all’insaputa del mondo»
Il momento di massima tensione politica si è registrato quando il Ministro della Difesa ha risposto alle critiche delle opposizioni sulla legittimità del conflitto. Con una franchezza inusuale, Crosetto ha ammesso: «L’attacco USA all’Iran è stato al di fuori del diritto internazionale». Il ministro ha descritto una crisi esplosa «all’insaputa del mondo», che l’Italia si trova ora a gestire subendone le conseguenze.
Meloni in Aula l’11 marzo: scontro sulle basi
Nonostante le comunicazioni dei ministri, le opposizioni (PD, M5S, AVS) hanno duramente contestato l’assenza della premier Giorgia Meloni, accusata di preferire i microfoni radiofonici al confronto parlamentare. La pressione ha sortito l’effetto sperato: la Presidente del Consiglio riferirà alle Camere l’11 marzo.
Nel frattempo, il campo largo ha presentato una risoluzione unitaria che impegna il Governo a:
- Negare l’uso delle basi italiane per attacchi diretti contro l’Iran.
- Rifiutare ogni supporto militare a un conflitto definito “illegittimo”.
L’asse Parigi-Roma-Atene per Cipro
Mentre il Consiglio Atlantico si riunisce d’urgenza su Teheran, si consolida l’asse europeo nel Mediterraneo. Il presidente francese Emmanuel Macron ha coordinato con Meloni e il greco Mitsotakis l’invio di mezzi militari a Cipro. Parigi ha inoltre concesso l’uso della base di Istres agli aerei americani, ma con un vincolo ferreo: solo per la difesa dei partner, vietato ogni decollo per missioni di bombardamento in territorio iraniano.
I punti della risoluzione di maggioranza:
- Difesa aerea: Rischieramento immediato di sistemi di sorveglianza e protezione.
- Crisi energetica: Mandato al governo per contrastare i rincari su imprese e famiglie.
- Solidarietà UE: Supporto agli Stati membri sotto attacco di droni o missili di Teheran.