Washington si prepara a decisioni cruciali, mentre il leader supremo iraniano delega autorità in un contesto di crescente tensione.
La tensione tra Stati Uniti e Iran raggiunge livelli critici, con il Presidente Donald Trump che starebbe seriamente valutando la possibilità di un attacco militare contro le strutture nucleari iraniane. Tre funzionari statunitensi hanno rivelato ad Axios che Trump si riunirà a breve con il suo team di sicurezza nazionale nella Situation Room della Casa Bianca per deliberare sulla strategia americana nella guerra tra Israele e Iran. L’impianto sotterraneo di arricchimento dell’uranio a Fordow è indicato come un obiettivo primario.
Contemporaneamente, il panorama politico iraniano si evolve con la notizia, riportata da Iran International, che l’Ayatollah Ali Khamenei ha delegato una parte significativa dei suoi poteri al Consiglio Supremo del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione. Questa mossa potrebbe essere una misura preventiva per garantire la continuità nella gestione della crisi in caso di scomparsa di Khamenei.
Le recenti esternazioni di Donald Trump sui social media, in particolare su Truth, delineano una posizione intransigente nei confronti di Teheran. In una serie di post diretti e provocatori, il Presidente ha inviato messaggi inequivocabili:
- Minaccia al Leader Supremo: “Sappiamo esattamente dove si nasconde il cosiddetto ‘Leader Supremo’. È un bersaglio facile, ma lì è al sicuro. Non lo elimineremo (uccideremo), almeno non per ora.” Una dichiarazione che, pur rassicurando su un’immediata eliminazione, sottolinea la profonda conoscenza delle intelligence statunitensi sulle posizioni del leader iraniano.
- “Resa Incondizionata”: Con un messaggio scritto in maiuscolo, Trump ha intimato a Teheran la “RESA INCONDIZIONATA”.
- Dominio Aereo: “Ora abbiamo il controllo completo e totale dei cieli sopra l’Iran,” ha affermato Trump, aggiungendo che i sistemi difensivi iraniani, pur avanzati, “non sono paragonabili a quelle progettate, concepite e prodotte negli Stati Uniti. Nessuno lo fa meglio dei cari vecchi Usa.”
- Accordo Mancato: Il Presidente ha espresso rammarico per la mancata accettazione da parte iraniana di un precedente accordo: “Le autorità iraniane avrebbero dovuto accettare l’accordo che era sul tavolo: avrebbe salvato molte vite.”
- Nessun Contatto per Negoziati: In risposta a presunte “notizie false”, Trump ha chiarito: “Non ho contattato l’Iran per ‘colloqui di pace’ in alcun modo, forma o modo. Questa è solo un’altra notizia falsa. Se vogliono parlare, sanno come contattarmi.”
A rafforzare la posizione di Trump è intervenuto anche il Vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, che su X ha ribadito la coerenza del Presidente nel decennio riguardo alla non-proliferazione nucleare iraniana. Secondo Vance, Trump ha sempre sostenuto che “l’Iran non può avere armi nucleari” e ha spinto il suo team di politica estera a cercare un accordo con gli iraniani. Tuttavia, il Vicepresidente ha anche avvertito che l’obiettivo sarà raggiunto in “uno dei due modi: il modo facile o l’altro modo,” suggerendo che “ulteriori azioni” potrebbero essere necessarie per fermare l’arricchimento dell’uranio iraniano. La decisione finale, ha concluso Vance, “spetta in ultima istanza al presidente.”