All’indomani dell’escalation alle frontiere e della crisi dell’exclave di Ceuta, la Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e la Premier socialdemocratica danese Mette Frederiksen hanno sottoscritto un patto congiunto per ridisegnare la gestione dei flussi migratori. Intanto il PPE chiede poteri straordinari per Frontex e l’UE lavora alla revoca dei controlli tra Roma e Madrid.
1. La dichiarazione congiunta Meloni-Frederiksen
Nonostante la diversa estrazione politica (conservatrice l’una, socialdemocratica l’altra), le due uniche donne alla guida di governi nell’Unione Europea hanno lanciato un appello congiunto per un cambio di passo radicale nelle politiche di asilo:
- Centri di rimpatrio in Paesi terzi: Le due Premier chiedono con decisione l’attivazione di Return Hubs extra-UE e soluzioni innovative fuori dal territorio comunitario per trattenere ed espellere chi non ha diritto d’asilo.
- Inasprimento delle norme ed espulsioni: Rivendicando la pressione esercitata per modificare l’applicazione della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), Meloni e Frederiksen sottolineano la necessità di accelerare l’espulsione degli stranieri che commettono reati gravi.
- Contrasto all’illegalità e difesa dei valori: Nel messaggio viene evidenziato come l’immigrazione incontrollata alimenti insicurezza e pressione sui servizi pubblici, ribadendo l’obbligo di rispetto dei valori e dell’identità culturale europea per tutti i residenti.
2. Le reazioni del PPE, del Governo Italiano e l’impatto a Ceuta
Il dibattito a Bruxelles e nelle capitali europee si intensifica sulle risposte da dare alla recente emergenza di Ceuta:
- La proposta di Manfred Weber (PPE): In un intervento sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, il leader del PPE ha proposto di potenziare l’organico di Frontex fino a 50.000 unità, conferendo all’agenzia poteri di comando diretto e la facoltà di effettuare ispezioni senza preavviso ai valichi se gli Stati nazionali si dimostrano inadempienti.
- Il sostegno di Tajani e Foti: Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condiviso l’impostazione di Weber, sottolineando l’urgenza di centri in Africa e di un’azione comune che eviti fughe in avanti unilaterali tra Stati membri. Il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti ha rimarcato come l’asse Meloni-Frederiksen dimostri il superamento del vecchio modello di “accoglienza senza limiti”.
- La protesta a Ceuta: Nell’exclave spagnola, tra 5.000 e 10.000 persone sono scese in piazza insieme ai rappresentanti delle quattro comunità religiose locali (cristiana, musulmana, ebraica e induista) per esigere il rafforzamento della Guardia Civil e il supporto diretto da Madrid dopo l’afflusso record del mese scorso.
3. La mediazione dell’UE sui controlli Schengen tra Italia e Spagna
Sul fronte delle tensioni bilaterali nate dalle verifiche d’identità incrociate ai confini:
- Incontri di mediazione: Il Commissario UE agli Affari Interni Magnus Brunner ha confermato di aver interloquito direttamente con i ministri dell’Interno di Italia e Spagna (Piantedosi e Grande-Marlaska).
- Verso la revoca delle restrizioni: Le rassicurazioni fornite da Madrid sulla gestione della situazione a Ceuta stanno aprendo la strada a una imminente revoca dei controlli straordinari di frontiera ripristinati tra i due Paesi, nel tentativo di preservare l’integrità dello spazio Schengen.