Un’azienda italiana specializzata nella sicurezza informatica ha di recente scoperto una falla nel sistema internazionale di comunicazione anonima The Onion router, noto come Tor. La vulnerabilita’ e’ stata individuata da Filippo Cavallarin, il 35enne amministratore delegato di We are Segment, specializzata nella sicurezza informatica. Nello specifico Cacallarin ha identificato una vulnerabilita’ – da lui battezzata in seguito come TorMoil – nel software che permette a terze parti di risalire all’identita’ dell’utente, vanificando i vantaggi del sistema Tor. Questa vulnerabilita’ e’ riscontrabile solo dagli utenti che utilizzano i sistemi operativi macOS e Linux.
La societa’ californiana dietro il Tor ha ammesso in una nota la vulnerabilita’, provvedendo a risolverla, si legge in una nota. La scoperta di Filippo mette in evidenza “una questione dalla portata incredibilmente preoccupante” ha detto l’azienda in una nota ufficiale, sia per il numero di persone coinvolte sia per il tipo di attivita’, etiche o meno, che utilizzano questo sistema. La rete Tor nasce per consentire agli utenti di esercitare il diritto di anonimato in internet, quindi di non poter essere rintracciati risalendo semplicemente all’indirizzo IP, ovvero la nostra carta di identita’ in Internet, del pc o device connesso.
Attualmente questo sistema di comunicazione e’ considerato come il piu’ sicuro e il piu’ stabile al mondo, tanto che rappresenta il piu’ diffuso standard in materia di anonimato in rete. “La scelta etica di segnalare la falla allo staff IT di Tor e, solo in seguito, condividere questa scoperta con le community non e’ sempre dovuto” specifica il team. Un comportamento etico segue le basi della cosiddetta responsabile disclosure che prevede la segnalazione di un problema di sicurezza al produttore del software e solo dopo la sua risoluzione, la stessa viene resa pubblica. Tenuto conto della gravita’ della situazione e della serieta’ delle implicazioni, l’azienda veneziana ha preferito informare il mondo del pericolo perche’ gli utenti inconsapevoli possano aggiornare in tempi brevi il proprio software di navigazione Tor. “La compromissione dell’anonimato e’ un problema da non sottovalutare assolutamente nella rete Tor: infatti espone ad altissimo rischio tutti coloro che affidano a Tor la loro identita’ ed in alcuni casi, puo’ anche costare loro la vita” ha detto Filippo Cavallarin. “Basti pensare a quanti giornalisti, grazie a questo strumento, eludono le censure governative per esercitare il loro diritto alla liberta’ di parola. Questo tipo di vulnerabilita’ rappresenta davvero un’arma che, a seconda dei fini, puo’ agevolare da un lato, atti leciti o etici; dall’altro illeciti. Ecco perche’ la mia azienda ha scelto di divulgare questa informazione solo dopo la rapida risoluzione del problema. La nostra e’ stata una scelta puramente etica, sempre in linea con il nostro codice etico aziendale. Pur essendo un’azienda che mira a massimizzare il profitto, We are Segment e’ una societa’ di persone che davanti a tutto mettono l’etica, infatti noi siamo ethical hackers”.