Trasformare la robotica industriale attraverso la forza elettrostatica, portando l’innovazione emiliana fino alle orbite extra-atmosferiche. È l’ambizioso obiettivo di Adaptronics, la startup nata nel 2022 come spin-off dell’Università di Bologna, guidata dai ricercatori Lorenzo Agostini (35 anni) e Camilla Conti (32 anni).
Il cuore della tecnologia risiede in un sistema che simula dei veri e propri “polpastrelli elettronici”. A differenza delle tradizionali ventose pneumatiche, questi dispositivi sono in grado di aderire agli oggetti tramite attrazione elettrostatica, permettendo di manipolare con estrema precisione prodotti delicati nel settore del packaging, dell’e-commerce e dell’agroalimentare.
La vera frontiera è però lo spazio. “Siamo i primi in Europa a portare questa tecnologia in orbita”, spiega Agostini. I sensori di Adaptronics potrebbero infatti diventare fondamentali per le operazioni di manutenzione satellitare e per la gestione dei detriti spaziali, fungendo da “carro attrezzi” per riparare o smaltire componenti fuori uso.
Un percorso di crescita sostenuto in modo determinante dai Fondi di Coesione dell’Unione Europea. Attraverso la Regione Emilia-Romagna, la startup ha beneficiato di quattro bandi Fesr, co-finanziando progetti per un valore di quasi due milioni di euro. Recentemente, l’azienda ha ottenuto anche il prestigioso Eic Accelerator a livello europeo. Per i fondatori, il supporto istituzionale è stato il volano necessario per trasformare la ricerca accademica in un’impresa competitiva.
Oggi Adaptronics conta 17 dipendenti con un’età media di trent’anni. Un successo che non si misura solo in termini tecnologici, ma anche etici. “Abbiamo scelto di offrire contratti stabili e salari dignitosi, gli stessi che avremmo accettato noi”, conclude Camilla Conti, sottolineando come la valorizzazione del talento umano sia il pilastro fondamentale per sostenere la sfida dell’innovazione globale.
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