E’ POLEMICA SULLA PIATTAFORMA ROUSSEAU. CALENDA SI DIMETTE DA DIREZIONE “NON POSSO ACCETTARE INTESA M5S”
Dalla Direzione del Pd il via libera a Zingaretti per verificare le condizioni di un governo di legislatura con il presidente incaricato. C’è stato solo il no di Richetti. Una decisione che ‘da’ grande forza’ al segretario, secondo Gentiloni, mentre Orlando conferma la richiesta di un vicepremier unico per ‘una personalita’ dei Dem’. Sull’intesa per il governo anche il nodo del voto ‘decisivo’ degli iscritti M5s sulla piattaforma Rousseau. Il Quirinale, in ogni caso, si decidera’ solo in base alle dichiarazioni dei gruppi parlamentari che sono consultati dal presidente della Repubblica. Salvini anticipa in diretta Facebook: ‘Diremo a Mattarella di mettere fine a questo spettacolo indecente, vergognoso, senza dignita’ e onore’.
“Alla fine di questo agosto unico e imprevedibile, il tema fondamentale resta lo stesso di quando questa crisi non c’era ancora: ed e’ fermare la destra peggiore che abbiamo mai conosciuto dal dopoguerra”. Lo ha detto il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, nella sua relazione approvata stamattina dalla direzione del partito. “Fermarla nel paese, nel consenso e nelle urne”, ha aggiunto il segretario. “Questo traguardo noi lo abbiamo sempre avuto ben chiaro e questo restera’ il traguardo in capo ai prossimi mesi. Servira’ la leva di un buon governo delle politiche. Ma io credo servira’ anche la leva di un buon partito rinnovato, aperto, radicato nel Paese, forte nella rete”. “Oggi dopo la stagione consumata con la crisi voluta dalla Lega, Giuseppe Conte sara’ il candidato presidente indicato dal M5s per la guida di un governo fondato su un impianto e un programma diversi”, ha detto il segretario del Pd nella sua relazione alla direzione del partito. “Noi riconosciamo in questa scelta l’autonoma decisione del partito di maggioranza relativa in questa legislatura – ha aggiunto Zingaretti – Con questa volonta’ il M5s, ed e’ legittimo, rivendica la presidenza del governo. Ha rifiutato altre ipotesi. In questa scelta e’ inciso il superamento di un modello sul quale si fondava il vecchio governo. Una figura condivisa e due vice espressione dei due partiti della coalizione. Questo modello – ha concluso – non c’e’ piu'”.
“Per noi cerano e ci sono due premesse alle quali non possiamo né intendiamo rinunciare e sulle quali insistiamo. Un Governo nuovo, anche nei profili, e una svolta nei contenuti”, ha detto Zingaretti. “Erano e sono condizioni di buon senso, fosse solo per convincere una maggioranza degli italiani che tutto quanto stiamo provando a costruire non è una manovra di palazzo, o una staffetta tra i protagonisti”, aggiunge. “No, quella che stiamo tentando è davvero la via difficile di un cambio radicale della politica che si è seguita sinora”, conclude. “Un risultato è evidente: Salvini che era il principale protagonista, e forse pericolo, è isolato e sconfitto. Un risultato di rilievo non solo nazionale, ma dobbiamo sapere che solo il successo delle politiche del Governo che dovrà nascere potrà garantire il radicarsi di una situazione nuova”, ha detto il segretario del Pd.
“Amiamo l’Italia e crediamo valga la pena tentare questa esperienza”. Lo ha detto Nicola Zingaretti dopo le consultazioni al Quirinale. “In tempi complicati come quelli che viviamo, sottrarci alla responsabilità del coraggio di tentare, è l’unica cosa che non possiamo e non vogliamo, come democratici, permetterci. Noi intendiamo mettere fine alla stagione dell’odio, del rancore e della paura”. E ancora: “Vogliamo un governo che investa nelle imprese per la crescita economica fondata sulla legalita’ e su un nuovo modello di sviluppo verde e che abbracci una chiara discontinuita’ delle ricette economiche in chiave redistributiva e di attenzione all’equita’ sociale, territoriale e generazionale e di genere”.
L’europarlamentare del PD Carlo Calenda si dimette dalla direzione del partito. Lo annuncia in una lunga lettera al segretario Nicola Zingaretti e al presidente Paolo Gentiloni. “Lascio una dirigenza di cui non mi sento piu’ parte, non una comunita’ che sono orgoglioso di rappresentare. Le 280.000 persone che mi hanno accordato il loro voto di preferenza alle elezioni europee sapevano perfettamente come mi sarei comportato in caso di accordo con i 5S. A loro devo innanzitutto coerenza – spiega -. Lavorero’ in Europa nel gruppo SeD, mentre in Italia rafforzero’ Siamo Europei per dare una casa a chi vuole produrre idee concrete per una democrazia liberal-progressista adatta a tempi piu’ duri e non ha paura del confronto con i sovranisti. Cerchero’ di mobilitare forze nuove. La mancanza di decoro generalizzata degli attori di questa crisi dimostra chiaramente che c’e’ l’urgenza di chiamare all’impegno una nuova classe dirigente”. “Dal giorno della mia iscrizione ho chiarito che non sarei rimasto nel partito in caso di un accordo con il M5S. La ragione e’ semplice: penso che in democrazia si possano, e talvolta si debbano, fare accordi con chi ha idee diverse, ma mai con chi ha valori opposti – scrive l’ex ministro dello Sviluppo Economico -. Questo e’ il caso del M5S. Le ragioni le abbiamo spiegate ai nostri elettori talmente tante volte che non vale la pena ripeterle qui”. Per Calenda “non saranno 5 o 10 punti generici a far mutare natura a chi e’ nato per smantellare la democrazia rappresentativa cavalcando le peggiori pulsioni antipolitiche e cialtronesche di questo Paese. Sapete bene che nulla abbiamo in comune con Grillo, Casaleggio e Di Maio. Ed e’ significativo il fatto che il negoziato non abbia neanche sfiorato i punti piu’ controversi: dall’ILVA alla TAV, da Alitalia ai navigator. Un programma nato su omissioni di comodo non e’ un programma, e’ una scusa”.
“La trattativa tra il Pd e il M5s sta partorendo il peggior governo della storia repubblicana, e la responsabilita’ e’ di Matteo Salvini”. Lo dice Stefano Parisi leader di Energie per l’Italia, secondo il quale Salvini “ha tradito il voto popolare portando i suoi parlamentari, eletti con i voti di tutta la coalizione di centrodestra, a sostenere il governo con i 5 stelle. Una volta al governo, ha utilizzato il suo ruolo istituzionale esclusivamente per aumentare il proprio consenso elettorale. Ha votato i provvedimenti peggiori con i grillini: lo spazzacorrotti, il decreto dignita’, il reddito di cittadinanza e ancora spesa in deficit”. Stefano Parisi aggiunge che Salvini “ha aperto una crisi di governo senza coinvolgere gli alleati, ma si e’ fidato come un pollo di Zingaretti e di Renzi. Una mossa che sta consegnando il nostro paese nelle mani della peggiore sinistra ideologica. Salvini non e’ mai stato, e mai sara’, il leader del centrodestra. Mi auguro che chi ha ancora forza in questa area prenda in modo netto le distanze e ponga la questione della leadership dell’area conservatrice, liberale e popolare in Italia. La nuova casa. Troviamo chi sappia davvero guidarla con dignita’ e credibilita’. Salvini non ha saputo guidare ne’ il governo, ne’ la Lega e neppure se stesso”, conclude Parisi.
Il senatore ed ex segretario del Partito democratico Matteo Renzi, in un post su Facebook, scrive: “Quando si forma un governo e’ normale che si affaccino ambizioni, richieste, desideri. Ma questo governo nasce sulla base di una emergenza: evitare che le tasse salgano e che l’Italia vada in recessione. E’ un atto di servizio al Paese, innanzitutto. Per questo invito tutti a mettere da parte le ambizioni personali e dare una mano per il bene comune”. Quindi, renzi continua: “Non chiedo che tutti facciano un passo indietro come ho fatto io: basta che si tenga al centro l’obiettivo che e’ quello di mettere in sicurezza le istituzioni democratiche e i risparmi degli italiani. Vi garantisco che costa fatica ignorare insulti e offese, ma si fa politica con i sentimenti e non con i risentimenti. Tutto e’ cominciato perche’ qualcuno ha chiesto ‘i pieni poteri’. Il potere non e’ sostantivo: il potere e’ un verbo, poter cambiare le cose. Mettiamoci a servizio – esorta infine Renzi – provando a dare senza chiedere. E tutto sara’ piu’ semplice”.
“Caro Carlo, ho letto con attenzione, rispetto e personale dispiacere la lettera in cui annunci la decisione di lasciare il Pd. Le preoccupazioni alla base di questa scelta sofferta che ci hai comunicato sono, credimi, le stesse che mi hanno accompagnato in queste difficilissime ore. Voglio quindi condividere alcune considerazioni, nella speranza di aprire con te una seria riflessione su rischi e opportunita’ di questo decisivo snodo politico”. Cosi’ il segretario del Pd Nicola Zingaretti, in una lunga lettera all’eurodeputato Carlo Calenda, che oggi ha lasciato il partito in polemica con il possibile accordo di Governo con il M5S. “Ho sempre apprezzato come un fatto nuovo e positivo il tuo protagonismo non convenzionale. La franchezza, l’immediatezza e il bagaglio di idee che hai portato nel Pd hanno rappresentato uno shock d’innovazione che ci ha aiutato molto a cambiare pagina, ridefinire priorita’ e recuperare una centralita’ nel Paese – aggiunge Zingaretti -. Come sai, abbiamo sempre discusso molto, in alcune fasi anche animatamente. Ma nel confronto ha sempre prevalso la lealta’, che ti riconosco anche oggi, e sopratutto l’obiettivo prioritario comune di dare all’Italia una nuova speranza, con la bussola ferma verso l’Europa e con l’ambizione di far emergere il potenziale di innovazione e sviluppo che possiede il nostro straordinario Paese”.