Dalla Camera il via libera al disegno di legge sulla legittima difesa. Il provvedimento è stato approvato con 373 voti favorevoli, 104 contrari e 2 astenuti. Al momento del voto dai banchi di Forza Italia si è levato un lungo applauso. Così come da quelli di Fratelli d’Italia e Lega. Il provvedimento, dal 26 marzo, passerà al vaglio al Senato per la terza lettura.
Sono 25 i deputati del M5s che non hanno votato la proposta di legge. Sono rientrati in aula solo dopo la proclamazione del voto.
“Che nessuno si metta in testa che con questa legge ci sarà il Far West. Ci sarà sempre un’indagine e spetterà sempre al giudice valutare la legittimità della difesa. Una cosa è certa: è compito delle forze dell’ordine tutelare i cittadini e la loro sicurezza. Con questa legge di sicuro i processi sulla legittima difesa saranno più veloci”, ha detto il capogruppo M5S alla Camera Francesco D’Uva.
Il gruppo di Forza Italia ha esposto in aula alcuni striscioni con su scritto “Finalmente una cosa di centrodestra”. L’ammonimento del presidente della Camera Roberto Fico: “Si tratta di un inutile e increscioso gesto nei confronti dell’Aula”.
“Vogliamo rassicurare gli italiani sulle fake news secondo cui la nuova legge sulla legittima difesa creerebbe una situazione di far west. Niente di tutto questo: le regole sul possesso di armi restano invariate. Non solo, e’ impossibile impedire che partano le indagini se un malintenzionato viene ferito o rimane ucciso, cosi’ come spettera’ al giudice valutare caso per caso”. Così si legge in una nota diffusa dai deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione giustizia a Montecitorio.
Come risulta dai tabulati della Camera, a votare il ddl sulla legittima difesa, approvato nel pomeriggio alla Camera in seconda lettura, sono stati complessivamente 477 deputati, 2 si sono astenuti (Renate Gebhard e Manfred Schullian, entrambi del Misto-Minoranze linguistiche) e 55 erano in missione. Voto favorevole per 102 deputati leghisti, 165 del Movimento 5 stelle e 6 del gruppo Misto (Catello Vitiello, ex M5s; Andrea Cecconi e Antonio Tasso del Maie, il Movimento associativo italiani all’estero; Alessandro Colucci, Maurizio Lupi ed Eugenio Sangregorio di Noi con l’Italia-Usei). Dei 219 deputati 5 Stelle complessivi, 25 non hanno partecipato al voto (tra loro parecchi dei cosiddetti ‘dissidenti’ e anche l’ex presidente della commissione Giustizia della Camera e dimissionaria Giulia Sarti). I voti contrari sono di Leu, Pd e sei di esponenti del gruppo Misto.