Una vera e propria tempesta giudiziaria si è abbattuta sull’amministrazione Trump, con i dazi globali imposti dal presidente al centro di un’intensa battaglia legale che ha visto sentenze contrastanti susseguirsi a ritmo serrato. La vicenda, che ha scatenato la dura reazione della Casa Bianca, sembra destinata a proseguire fino alla Corte Suprema.
Tutto è iniziato con una decisione della US Court of International Trade, che ha temporaneamente bloccato le tariffe, definendole “illegali” e sostenendo che il presidente non possiede l’autorità per imporre dazi globali senza l’approvazione del Congresso. La sentenza ha immediatamente provocato l’ira dell’amministrazione Trump, che ha parlato di “golpe” da parte di “giudici attivisti” e ha prontamente presentato ricorso.
Il presidente Donald Trump ha reagito con veemenza, definendo la sentenza “politica” e “orribile”. In un post sul social Truth, ha espresso la speranza che la Corte Suprema annulli rapidamente e decisamente questa “orribile decisione, che minaccia il Paese”. Ha inoltre attaccato i “truffatori” dietro le quinte e i “giudici di sinistra radicale”, sostenendo che la decisione, se mantenuta, “distruggerebbe completamente il potere presidenziale”. Trump ha anche criticato Leonard Leo, figura chiave nelle nomine giudiziarie del suo primo mandato, accusandolo di essere un “farabutto” con “ambizioni personali”.
La situazione ha subito una svolta in serata, quando la Corte d’Appello ha accolto il ricorso dell’amministrazione, sospendendo la sentenza che bloccava i dazi. Tuttavia, una seconda corte ha bloccato nuovamente i dazi, sebbene la sua decisione entrerà in vigore solo tra due settimane, prolungando l’incertezza legale.
Nel frattempo, in un contesto già teso, Elon Musk ha annunciato ufficialmente su X la fine del suo mandato alla guida del Doge, lasciando l’amministrazione dopo settimane di frizioni. Una conferenza stampa con il presidente Trump è prevista per oggi.