Il Ministro degli Esteri italiano incontra i vertici americani per scongiurare una guerra commerciale con l’UE. Priorità a un’intesa prima dell’1 agosto, mentre si rafforza il fronte comune su Ucraina e Medio Oriente.
In un momento cruciale per le relazioni transatlantiche, il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani è volato a Washington con l’obiettivo di accelerare i negoziati sui dazi tra Unione Europea e Stati Uniti. La scadenza del primo agosto, data in cui potrebbero scattare dazi del 30% sulle merci europee, rende urgenti gli sforzi diplomatici per scongiurare una guerra commerciale.
“Vogliamo accelerare” i negoziati per arrivare a un “accordo buono per entrambi”, ha dichiarato il vicepremier ai giornalisti dopo l’incontro con il Segretario di Stato USA, Marco Rubio. Tajani ha sottolineato come “l’incertezza crei grandi difficoltà a chi fa impresa, a chi esporta”. Sebbene Rubio non sia il titolare del dossier commerciale, ha fornito “rassicurazioni sulla parte politica”, ha riferito il capo della Farnesina, che ha in agenda anche un incontro con l’ambasciatore Jamieson Greer, Rappresentante del Commercio degli Stati Uniti.
“Vogliamo trovare un buon compromesso, nessuna guerra, abbiamo le nostre contromisure ma bene ha fatto l’Unione Europea a sospenderle fino al primo di agosto”, ha proseguito Tajani, ribadendo la necessità di “parlare, parlare, parlare per raggiungere un’intesa ‘win-win'”. Il Ministro ha espresso il sogno di un “grande mercato UE, America, Canada e Messico tutti insieme”, ma ha sottolineato che il primo passo è “un accordo prima del 1° agosto”.
In un’intervista a Fox Business, Tajani ha mostrato una mappa degli Stati Uniti evidenziando la presenza delle aziende italiane, assicurando che “l’Italia è pronta a investire di più” negli USA e a “comprare di più”. Si è detto “ottimista perché UE e USA sono due facce della stessa medaglia”. L’Italia, pur ribadendo il pieno sostegno alla Commissione UE e al suo rappresentante al Commercio, Maroš Šefčovič, intende “dare anche delle buone idee” e operare “nell’interesse dei prodotti italiani e della nostra industria che non deve essere danneggiata da un accordo sui dazi”.
Tajani ha ribadito che gli Stati Uniti sono il “principale interlocutore a livello mondiale” per l’Italia e che Roma intende “facilitare il dialogo tra Washington e Bruxelles, viste le buone relazioni che abbiamo con l’amministrazione statunitense”. Tra gli altri appuntamenti del vicepremier a Washington figurano incontri con il presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, Jim Risch, e con il presidente della Camera, Mike Johnson. L’incontro con Rubio è stato “molto positivo”, con una “identità di vedute sulle grandi questioni internazionali”.
La discussione ha toccato anche i principali scenari internazionali. Sull’Ucraina, Tajani ha ribadito: “Vogliamo la pace ma dobbiamo convincere Putin, ora l’unica soluzione è mandare un messaggio alla Russia” con “sanzioni, dazi e invio di armi”. Si è detto “totalmente d’accordo con il presidente Trump, in questo momento dobbiamo essere duri”, poiché “senza un messaggio forte a Putin è difficile iniziare i negoziati”.
Per quanto riguarda Gaza, l’Italia auspica e lavora per un “cessate il fuoco” che porti alla “liberazione degli ostaggi” e ad “aiuti alla popolazione civile”, ritenendo la risoluzione del conflitto nella Striscia un “elemento centrale per la stabilizzazione del Medio Oriente”. Visione comune con Rubio anche per la “situazione nell’Indo-Pacifico”, mentre si prevede una buona collaborazione anche in Africa, con particolare attenzione alla “situazione in Libia”, tema discusso anche con Massad Boulos, consigliere speciale per l’Africa del presidente USA Donald Trump. Infine, un riferimento al Libano, dove i militari italiani sono impegnati nella missione ONU UNIFIL, che, secondo Tajani, sta ottenendo “buoni risultati, soprattutto con la guida italiana” del generale Diodato Abagnara.