Senato aula 2022
Il disegno di legge contro l’antisemitismo incassa il primo via libera dal Senato, ma l’Aula si trasforma in un terreno di scontro ideologico che manda in frantumi l’auspicata unità nazionale. Con 105 voti favorevoli, 24 contrari e 21 astenuti, il testo passa ora alla Camera, lasciandosi alle spalle un’opposizione frammentata e un Partito Democratico profondamente diviso: la linea ufficiale del Nazareno sceglie l’astensione, ma sei senatori dell’ala riformista strappano e votano a favore insieme al centrodestra.
Il nodo del contendere: la definizione Ihra
A far saltare l’unanimità, invocata anche dalla senatrice a vita Liliana Segre, è l’articolo 1 del provvedimento. Il testo adotta la definizione operativa di antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), includendo i relativi “indicatori”. Per il Movimento 5 Stelle e Avs, si tratta di criteri «generici e unilaterali»; per il PD, il rischio è una pericolosa sovrapposizione tra la lotta all’odio razziale e il legittimo diritto di critica politica al governo di Israele. La tensione è salita quando la maggioranza ha respinto l’emendamento del capogruppo dem Francesco Boccia, che chiedeva di eliminare i riferimenti agli indicatori per evitare «ambiguità interpretative».
Fronda nel PD e schieramenti aperti
Nonostante il “no” delle minoranze ai singoli articoli, il fronte del “sì” si è allargato grazie ai cosiddetti riformisti del PD. Guidati da Graziano Delrio, sei senatori dem hanno votato con la maggioranza, sostenendo la necessità di rompere «i silenzi e le timidezze» della cultura democratica su questa emergenza. Un voto che Delrio ha definito «non in contestazione con il partito», ma che di fatto segna una distanza netta dalla segreteria. Al voto favorevole si sono uniti anche Italia Viva, Azione e le Autonomie.
Scambio di accuse: da Orwell a Francesca Albanese
Il dibattito è sfociato in un aspro scontro verbale. Massimiliano Romeo (Lega) ha insinuato che la sinistra sia ostaggio di pressioni esterne, scatenando la dura reazione di Alessandra Maiorino (M5S): «Non accettiamo lezioni da chi votò contro la commissione Segre». Il colpo più duro è arrivato però da Ester Mieli (FdI), che ha accusato PD e 5 Stelle di aver cambiato linea sull’antisemitismo rispetto al passato: «Forse l’opposizione ha cambiato spin doctor, scegliendo Francesca Albanese», ha punzecchiato la senatrice di Fratelli d’Italia, riferendosi alla relatrice speciale dell’ONU spesso al centro di polemiche con Israele.
Le reazioni politiche
- La Maggioranza: Esulta per il risultato, difendendo gli indicatori Ihra come «cruciali» per l’efficacia della legge.
- Il Nazareno: Boccia scarica la responsabilità della mancata convergenza sulla «destra che non ha voluto mediare».
- Avs e M5S: Restano sulle barricate, denunciando il rischio di censura per le critiche alla politica estera di Gerusalemme.
L’approvazione segna un punto politico per il governo, ma apre una ferita nel campo largo proprio mentre il dibattito internazionale sul conflitto in Medio Oriente si fa più incandescente.