La senatrice a vita Liliana Segre è intervenuta con un accorato appello pubblico di fronte allo stallo e alle polemiche che stanno accompagnando l’iter del disegno di legge contro l’antisemitismo all’esame della Camera. Richiamando il precedente storico dell’approvazione unanime dell’istituzione del Giorno della Memoria promosso nel 2000 da Furio Colombo, Segre esorta tutti i gruppi politici a superare gli steccati ideologici in nome dell’interesse nazionale.
“Un veleno per la democrazia. Pronta a chiarire la libertà di critica a Israele”
Nel suo intervento, la senatrice ha ricordato come sull’analisi del fenomeno esista già una convergenza di fondo tra tutte le forze parlamentari, invitando a non strumentalizzare la distinzione tra lotta al pregiudizio e dissenso politico:
- Piena libertà di critica ai governi: Segre ha ribadito di aver vissuto in prima persona la necessitata distinzione tra ebraismo e condotta statale: “Sono io stessa particolarmente attenta su questo punto, visto che ho spesso criticato aspramente le posizioni e le scelte degli attuali governanti israeliani, arrivando ad esprimere un sentimento di ‘repulsione’.”
- Il testo e le linee guida IHRA: La senatrice ha precisato che il testo uscito dal Senato — depurato da profili penali o divieti d’espressione — recepisce la definizione dell’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), la quale stabilisce in modo inequivocabile che “le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro Paese non possono essere considerate antisemite”.
L’appello ai partiti per un accordo trasversale
Per evitare che la legge diventi terreno di scontro, Segre si dichiara favorevole anche a modifiche formali al testo pur di garantire la massima coesione istituzionale:
“Se per giungere a quella convergenza trasversale fosse necessario ribadire nel testo il medesimo principio, sarebbe il caso di aprirsi a questa inessenziale modifica pur di salvare un esito unitario. Rivolgo dunque un nuovo, accorato appello a tutti i partiti affinché compiano un ulteriore sforzo di generosità e di responsabilità.”
Un’eventuale spaccatura del Parlamento su un tema così delicato, conclude la senatrice a vita, “danneggerebbe l’immagine dell’Italia e contribuirebbe ad alimentare un clima di intolleranza e di diffusione dell’odio”.