Fibrillazioni politiche, slittamento dei tempi parlamentari e un’aspra polemica di piazza segnano l’iter del disegno di legge contro l’antisemitismo alla Camera. I lavori in Commissione Affari Costituzionali si sono arrestati dopo appena mezz’ora per l’abbandono della sottosegretaria leghista Giuseppina Castiello, impegnata altrove, costringendo a rinviare le votazioni degli emendamenti alla prossima settimana. L’approdo del testo in Aula resta per ora confermato per il 2 ottobre, ma il provvedimento sta provocando forti divisioni all’interno di entrambi gli schieramenti politici.
Tensione a Montecitorio: compaiono vessilli di Hamas ed Hezbollah
A infiammare la giornata politica è stato il presidio di protesta organizzato all’esterno di Montecitorio da circa 300 sigle della sinistra e dell’associazionismo. Durante la manifestazione sono comparse alcune bandiere di Hamas e Hezbollah, accompagnate da cori di inneggiamento ai miliziani islamisti. L’episodio ha scatenato la reazione immediata del centrodestra, in particolare per la presenza al sit-in di diversi esponenti delle opposizioni, tra cui Laura Boldrini (Pd) e i parlamentari del Movimento 5 Stelle Riccardo Ricciardi, Stefania Ascari e Alessandra Maiorino.
Da Forza Italia, Maurizio Gasparri ha sollecitato un’immediata approvazione del ddl per superare le polemiche sui presunti rischi per la libertà d’espressione, mentre il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha chiesto a Elly Schlein e Giuseppe Conte di prendere le distanze da quella che ha definito «una piazza trasformata in megafono del terrorismo».
I nodi del provvedimento: la definizione IHRA e le divisioni interne
Il punto di maggiore scontro contabile e politico riguarda l’adozione della definizione di antisemitismo elaborata dall’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance).
- Le opposizioni (PD, M5S, AVS, +Europa): Chiedono di affiancare al testo la Dichiarazione di Gerusalemme del 2021 per evitare che la critica politica alle azioni del governo israeliano di Benyamin Netanyahu possa essere classificata come reato di antisemitismo.
- La maggioranza di centrodestra: Punta a blindare il testo approvato al Senato, anche se al suo interno si registrano distinguo sulle priorità del calendario – preferendo chiudere prima il dossier sulla legge elettorale – e per le perplessità espresse da frange della destra legate al rispetto della libertà di parola.
Le ripercussioni nei partiti
Il rinvio concede un margine di manovra al Partito Democratico, attraversato da marcate divisioni interne: mentre la segreteria propende per l’astensione, l’ala riformista del partito ha già preannunciato voto favorevole (riproponendo la spaccatura emersa a Palazzo Madama), in contrapposizione alla linea del “no” sostenuta dall’ala sinistra del partito e dal M5S.