Senato aula 2022
‘Il sistema elettorale a doppio turno, così come introdotto nel 1993, ha spesso prodotto una distorsione nell’esito delle elezioni amministrative che rischiano di diventare, ad oggi, patologica: il ballottaggio registra una sempre minore partecipazione da parte degli elettori, con la conseguenza che molti sindaci sono eletti al secondo turno con una partecipazione popolare molto ridotta e, quindi, con ripercussioni negative sulla loro legittimazione. Inoltre, nella maggioranza dei casi, al secondo turno si rischia di eleggere un sindaco candidato che abbia ottenuto meno voti di quelli arrivati dall’avversario al primo turno’. E’ quanto si legge nella relazione illustrativa del ddl presentato dal centrodestra in Senato. Il provvedimento firmato dai capigruppo di FdI (Lucio Malan), Massimiliano Romeo (Lega), Maurizio Gasparri (FI) e Micaela Biancofiore (Nm) interviene in materia di elezione del sindaco al primo turno nei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti, con una modifica agli articoli 72 e 73 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. ‘Si prevede sia eletto al primo turno il candidato più votato che abbia conseguito almeno il 40 per cento dei voti validi. Sistema che è adottato oggi dalla regione Sicilia, Friuli Venezia Giulia e dalla Toscana’, si legge sempre nella relazione che accompagna il ddl. ‘Il presente disegno di legge aggiungere, inoltre, che in caso di elezione al primo turno di un candidato sindaco, alla lista o al gruppo di lista a lui collegate che non abbia già ottenuto almeno il 60% dei seggi del Consiglio, venga assegnata tale percentuale dei seggi, sempreché nessun’altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50% dei voti validi’, conclude la relazione.