Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera definitivo al nuovo DDL Immigrazione, un provvedimento di 17 articoli che recepisce il Patto UE su migrazione e asilo e introduce norme nazionali molto rigide, definite “collegate alla manovra di finanza pubblica”.
Ecco i punti cardine della nuova strategia del Governo Meloni per la gestione dei flussi.
Stretta sulla Protezione Complementare
Il Governo introduce criteri molto selettivi per chi richiede questa forma di protezione. Per ottenerla, lo straniero dovrà soddisfare quattro condizioni obbligatorie e cumulative:
- Soggiorno lungo: Almeno 5 anni di permanenza regolare in Italia.
- Integrazione linguistica: Conoscenza certificata della lingua italiana.
- Idoneità abitativa: Disponibilità di un alloggio che rispetti i requisiti igienico-sanitari.
- Reddito minimo: Una disponibilità finanziaria pari a quella richiesta per i ricongiungimenti familiari.
La domanda sarà rigettata automaticamente se il richiedente è considerato una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato.
Espulsioni più facili (anche per rivolte nei CPR)
Si amplia notevolmente la lista dei reati per i quali un giudice può disporre l’espulsione immediata dello straniero (o l’allontanamento se cittadino UE). Le nuove fattispecie includono:
- Partecipazione a rivolte nei CPR (Centri di permanenza per il rimpatrio).
- Violenza o minaccia a pubblico ufficiale.
- Reati contro la famiglia.
Il “Blocco Navale” tecnico
Il provvedimento formalizza il potere del Governo di interdire temporaneamente l’attraversamento del limite delle acque territoriali. Questa misura può essere attivata in due casi:
- Minaccia grave alla sicurezza nazionale o rischio terrorismo.
- Pressione migratoria eccezionale tale da compromettere la gestione dei confini.
Attuazione del Patto UE (Delega al Governo)
Il Capo II del disegno di legge delega il Governo ad adeguare l’ordinamento italiano a 8 atti normativi dell’Unione Europea. L’obiettivo è farsi trovare pronti per il 12 giugno 2026, data in cui il Patto UE diventerà pienamente efficace in tutti gli Stati membri.
Il contesto: recepimento della Sentenza 96/2025
Il provvedimento interviene anche sulla materia del trattenimento dello straniero, rispondendo esplicitamente all’invito rivolto al Legislatore dalla Corte Costituzionale con la recente sentenza n. 96 del 2025, cercando di armonizzare le procedure di frontiera con i rilievi della Consulta.
L’approvazione di questo DDL rappresenta la chiusura del cerchio per la linea Piantedosi, dopo il successo ottenuto a Strasburgo sulla lista dei “Paesi Sicuri” e lo scontro sulle armi a Kiev in Parlamento.