Senato aula 2022
‘La presidenza non può che prendere atto dei rilievi sollevati sull’ordine dei lavori da parte dei gruppi parlamentari e pertanto ai sensi dell’art.92 del Regolamento dispone allo stato di non procedere all’esame del disegno di legge. Dobbiamo pertanto passare al punto successivo all’ordine del giorno’. Lo ha detto, nell’aula del Senato, la presidente di seduta Anna Rossomando. A chiedere lo stop all’esame del provvedimento era stato in apertura di lavori il capogruppo di FdI, Lucio Malan.
‘Non possiamo parlare di ‘normale’ e ‘ordinario’ quando il governo di appropria della funzione legislativa che non è sua ed espropria questa Camera di un provvedimento che sono mesi che stiamo esaminando e sul quale stiamo lavorando’. Così il senatore Ivan Scalfarotto (Iv) ha replicato in Senato alla richiesta di FdI di sospendere l’esame del ddl Sicurezza. ‘Il presidente del Senato ci spieghi quale diamine sia l’urgenza di un provvedimento le cui norme sono in ballo da più di un anno’, ha aggiunto. ‘E’ vergognoso’, è ‘un colpo di mano’ del governo, ‘uno scippo istituzionale’, ha attaccato Scalfarotto. ‘O la maggioranza è divisa o è senza dignità, scelgano loro. Oggi al Senato della Repubblica è avvenuto un vero e proprio scippo, dato che il ddl Sicurezza discusso per un anno nelle commissioni diventa, come per magia, un decreto legge. Non si capisce quale sia l’urgenza se non quella di imbavagliare ancora una volta le aule parlamentari per mascherare una maggioranza che non sta più in piedi. Non è mai accaduto prima nella storia della Repubblica’, ha aggiunto il capogruppo M5S Stefano Patuanelli. All’attacco anche il Pd. ‘Un ddl che con una copia incolla diventa un decreto – ha dichiarato in aula il senatore Andrea Giorgis, capogruppo Pd in commissione Affari Costituzionali -. E qual è la straordinaria urgenza che determina
tutto questo? Il fatto che in Senato, grazie al lavoro delle opposizioni, sono stati approvati in commissione degli emendamenti che costringerebbero il provvedimento a una terza lettura’. ‘Come poteva il Governo tollerare – ha proseguito il parlamentare dem – che il Parlamento poteva fare il proprio dovere? Da qui la mortificazione dell’istituzione parlamentare e la gravissima violazione di 14 nuovi reati e 9 aggravanti introdotti per decreto. Parliamo di diritto penale, un fatto che non ha precedenti e che non può essere tollerato. Per un provvedimento che, come emerso dalla discussione in commissione che ha evidenziato tutte le sue contraddizioni, non potrà mai garantire quella sicurezza che si prefigge. Il Parlamento non può essere umiliato in questo modo. Non è solo un problema di dialettica tra maggioranza e opposizione, ma una questione di democrazia, di pluralismo e di funzionamento delle istituzioni’, ha concluso Giorgis.
‘I 39 articoli del decreto Sicurezza, esattamente come quelli del Ddl Sicurezza da cui proviene, smontano la nostra cultura giuridica, politica ed etica, rompono con la tradizione giuridica liberale e solidale, realizzano un pesante attacco alle libertà democratiche, senza apportare alcun beneficio per il rafforzamento della sicurezza vera, quella che chiedono i cittadini. Il decreto è pervaso da un’ottica tutta repressiva senza alcun intervento sulla prevenzione dei reati.E’ palese come vengono ignorati e talvolta calpestati gli articoli 2, 3, 13, 21, 25, 27, 31, 77 della Costituzione e numerosi pronunciamento della Corte Costituzionale. Su questi presupposti il M5S alla Camera ha presentato una pregiudiziale di costituzionalità’.Lo affermano i capigruppo M5S nelle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera Alfonso Colucci e Valentina D’Orso.
Il decreto Sicurezza è ‘chiaramente illegittimo, lesivo delle prerogative del Parlamento’ dato che ‘si compone di una varietà di disposizioni del tutto eterogenee, tratte per intero’ dal disegno di legge sicurezza che è in discussione alle Camere dal gennaio 2024′ e di cui, quindi, ‘non si capisce quale quale sia l’urgenza straordinaria. Il sopruso ai danni del dibattito parlamentare sin qui svolto – che pure non è stato privo di forzature – tradisce la chiarissima mancanza dei requisiti di necessità e urgenza, richiesti dall’art. 77 della Costituzione’. È quanto si legge nella pregiudiziale di costituzionalità al dl Sicurezza depositata oggi dal segretario di +Europa, Riccardo Magi. ‘L’adozione dicreti d’urgenza in necessità di tali requisiti – sottolinea Magi – è stato più volte stigmatizzato dalle pronunce della Corte costituzionale, la quale ha stabilito che la mancanza originaria della straordinaria necessità di provvedere può essere sindacata in sede di legittimità e che l’emanazione di un decreto-legge senza i predetti requisiti li trasforma in un improprio ‘disegno di legge ad urgenza garantita’, in cui si possono trasfondere le norme più disparati’. Un decreto che contiene ‘plurime nuove disposizioni penali (sia nuovi reati sia nuove circostanze aggravanti), le quali dovrebbero essere – in via di principio e salvi i veri casi di urgenza e necessità – riservate alla fonte della legge del Parlamento, per rispettare a pieno l’art. 25 della Costituzione, che è volto precisamente a far conoscere ai cittadini con sufficiente anticipo le nuove fattispecie di reato e le conseguenti pene. Sono numerose le disposizioni suscettibili di determinare un contrasto con i princìpi costituzionali che reggono il nostro ordinamento giuridico – in particolare nel campo del diritto penale, del diritto dell’immigrazione e del diritto penitenziario – nonché con norme del diritto internazionale e sovranazionale, potenzialmente illegittime’, conclude Magi.