Un Consiglio dei Ministri notturno e strategico ha blindato il potere d’acquisto dei cittadini e scongiurato il blocco totale dei trasporti in Italia. Il governo ha varato un nuovo decreto legge d’urgenza che estende il taglio temporaneo delle accise sui carburanti fino al 6 giugno e mette sul tavolo un pacchetto di aiuti economici per l’autotrasporto e l’agricoltura, finanziato per far fronte alle pesanti ripercussioni sui mercati energetici causate dal conflitto in Iran.
La firma sul decreto è arrivata a Palazzo Chigi dopo un lungo e teso confronto tra le sigle sindacali e la premier Giorgia Meloni, che ha rivendicato l’azione dell’esecutivo: “Abbiamo adottato misure concrete per sostenere famiglie, imprese e lavoratori in una fase segnata dalle forti tensioni internazionali”. Ad agitare la giornata politica è però anche lo scontro frontale sul fronte interno, scatenato da una pesante e discussa dichiarazione d’attacco (“choc”) di un esponente leghista contro la segretaria del Pd, Elly Schlein.
Benzina e Diesel: come cambiano gli sconti alla pompa
Il provvedimento rappresenta il quarto decreto “ponte” consecutivo per calmierare il prezzo dei carburanti alla pompa. La struttura del taglio tariffario, in vigore dal 23 giugno al 6 giugno, prevede tuttavia una parziale rimodulazione degli sconti:
- Benzina: Confermato il taglio di 5 centesimi al litro.
- Gasolio (Diesel): Lo sconto scende a 10 centesimi al litro (rispetto ai 20 centesimi applicati nei mesi scorsi). Il governo ha formalmente precisato che l’indicazione iniziale dei 20 centesimi era dovuta a un “mero errore materiale” di trascrizione della bozza.
- Gpl e Metano: Confermate le riduzioni percentuali su base fissa per i gas da autotrazione e per i biocarburanti (HVO e biodiesel).
Allo sconto fisso sulle accise andrà applicato l’ulteriore effetto di calo automatico sul prezzo finale generato dallo scorporo dell’IVA.
Autotrasporto: 300 milioni e stop allo sciopero dei Tir
L’intesa politica più urgente ha riguardato il settore della logistica. Le sigle dei camionisti hanno revocato lo sciopero nazionale a seguito dello stanziamento di 300 milioni di euro sotto forma di credito d’imposta a favore delle imprese di autotrasporto, mirato a compensare i rincari record del carburante subiti tra marzo e giugno.
Il decreto introduce inoltre una semplificazione burocratica: dal 1° ottobre il meccanismo del silenzio-assenso per l’ottenimento dei crediti d’imposta passerà da 60 a 30 giorni per via telematica.
Agricoltura, Trasporti Locali e il caso Ex Ilva: il peso economico del Dl
Il decreto varato dal Cdm ha una portata finanziaria complessiva di 480 milioni di euro per il 2026 (e 80 milioni annui strutturali dal 2027). Oltre ai carburanti, il testo introduce capitoli strategici per altri settori chiave:
1. Pacchetto Agricoltura (Sovranità Alimentare)
In linea con il discorso tenuto dalla premier alla Coldiretti, arrivano 40 milioni di euro per coprire fino al 30% delle spese per l’acquisto di fertilizzanti (quadro aiuti UE per la crisi in Medio Oriente) e un rifinanziamento da 90 milioni di euro per l’acquisto di gasolio agricolo agevolato.
2. Trasporto Pubblico e Fisco
Il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale (TPL) viene incrementato di 80 milioni di euro all’anno per finanziare i rinnovi contrattuali di autoferrotranvieri. Sul fronte fiscale, i contribuenti forfettari e i soggetti ISA in scadenza il 30 giugno potranno pagare le tasse entro il 20 luglio senza alcuna maggiorazione.
3. Ex Ilva (Acciaierie d’Italia)
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) è stato autorizzato a erogare un finanziamento d’urgenza da 100 milioni di euro per l’amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia, finalizzato a garantire la continuità aziendale e preservare gli impianti di Taranto durante le delicate procedure di cessione.
Giorgetti stringe i tempi a Bruxelles
La misura è considerata dal governo una soluzione temporanea a tempo determinato. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha confermato dall’Eurogruppo di Cipro che l’Italia sta trattando con la Commissione Europea per ottenere una deroga strutturale:
“Abbiamo chiesto formalmente all’UE di introdurre criteri di flessibilità nel Patto di Stabilità per scomputare dal deficit le spese eccezionali per l’energia, esattamente come si fa per la difesa. È una proposta di puro buon senso e continueremo a insistere”.