Cresce l’attesa per l’approdo al Quirinale del testo definitivo del decreto legge Scuola licenziato dal Consiglio dei Ministri. Il provvedimento, che introduce tra le altre cose il tetto del 30% agli studenti stranieri nelle classi, attende la firma del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la successiva promulgazione e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
La modifica dell’ultimo minuto sulla norma anti-burqa
Rispetto alla prima bozza circolata durante la seduta del Cdm, l’ultima versione della disposizione sul divieto di indossare indumenti che coprono il volto negli istituti scolastici presenta alcune variazioni sostanziali nei presupposti e nelle deroghe:
- Nuove eccezioni ammesse: Il velo integrale (burqa o niqab) e ogni altra modalità che impedisca il riconoscimento del volto potranno essere indossati qualora sussistano “ragioni inerenti alle attività didattiche o formative”, oltre che per le già previste “specifiche ragioni sanitarie”.
- Cancellato il richiamo alla sicurezza: Rispetto ai testi iniziali e alle dichiarazioni della vigilia, scompare dalla formulazione finale della norma il riferimento esplicito alle “ragioni di sicurezza”.
Muro contro muro nelle scuole: mobilitazioni, l’intervento della Digos a Genova e la posizione di Salis
L’approvazione del decreto ha innescato un’ondata di contestazioni all’interno e all’esterno di diversi istituti scolastici del Paese, con gli studenti scesi in piazza per denunciare quelle che definiscono “norme razziste”.
A Genova la situazione ha assunto contorni di rilevanza politica e di ordine pubblico: gli agenti della Digos sono intervenuti per rimuovere uno striscione di protesta affisso dagli studenti di un liceo cittadino. Sulla vicenda è intervenuta direttamente la sindaca Salis, schierandosi a sostegno dei ragazzi:
“La città la pensa come voi,” ha dichiarato la prima cittadina, prendendo apertamente le distanze dall’impianto normativo varato dal governo.
Sindacati, dirigenti scolastici e Comuni compatti nel no: “Servono progetti reali, non leggi”
Sul fronte organizzativo ed educativo, le rappresentanze dei lavoratori e degli amministratori locali bocciano la misura ritenendola del tutto inadeguata a gestire la realtà delle aule scolastiche:
- Sindacati e Presidi: Le organizzazioni sindacali del comparto istruzione e i dirigenti scolastici esprimono forte scetticismo per la fattibilità operativa delle soglie e dei tetti, paventando complicazioni burocratiche e logistiche per gli istituti a maggior presenza di alunni non italiani.
- ANCI: L’Associazione Nazionale Comuni Italiani rimarca la necessità di interventi di supporto e di investimento di lungo periodo piuttosto che di vincoli normativi: “Non servono leggi ma progetti reali”, è la linea espressa dai sindaci, che chiedono risorse concrete per l’integrazione e il potenziamento dei servizi educativi sul territorio.