L’approvazione del decreto legge Scuola in Consiglio dei ministri provoca una reazione immediata e compatta da parte di tutte le forze d’opposizione. Il cosiddetto “campo largo” contesta radicalmente la ratio del provvedimento promosso da Giorgia Meloni e dal ministro Giuseppe Valditara, definendolo uno spot propagandistico, inapplicabile sul piano logistico e contrario ai principi fondamentali della Costituzione.
Schlein e M5S: “Caccia alle streghe sui bambini, rischio caos per presidi e Comuni”
I principali gruppi di minoranza denunciano l’assenza di interventi sui nodi strutturali del sistema scolastico italiano, paventando scenari critici per la gestione degli istituti:
- Elly Schlein (PD): La segretaria del Partito Democratico parla apertamente di un “decreto vergognoso” che tenta di coprire le carenze programmatiche dell’esecutivo. “La scuola è aperta a tutti, come dice la nostra Costituzione (Art. 34),” dichiara Schlein. “Dopo anni di tagli e zero investimenti sull’edilizia, si inventano una nuova caccia alle streghe sulla pelle dei più piccoli, indicandoli come bersaglio.”
- Movimento 5 Stelle: I rappresentanti del M5S definiscono la misura un “indegno spot ideologico calato dall’alto”, ponendo l’accento sui nodi pratici che ricadranno sull’amministrazione locale: “Cosa dovrebbero fare i dirigenti scolastici? Chiuderanno i portoni in faccia ai bambini del quartiere o noleggeranno scuolabus per deportare gli studenti in esubero? Si scarica un pasticcio propagandistico su presidi e Comuni, che dovranno gestire caos logistico e una montagna di ricorsi al TAR.”
Reazioni da +Europa e AVS: “Propaganda ideologica e finta minaccia”
Anche le altre sigle d’opposizione contestano duramente il testo, puntando l’indice sulla stretta identitaria:
- Riccardo Magi (+Europa): Definisce il provvedimento “un concentrato di razzismo e ignoranza”, sostenendo che inventare la minaccia dell’islamizzazione della scuola “non aiuta la laicità della società, ma favorisce al massimo la dispersione scolastica”.
- Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (AVS): I vertici di Alleanza Verdi e Sinistra accusano la premier di aver avviato la campagna elettorale “sulla pelle dei bambini e delle bambine”, lasciando del tutto irrisolte le reali criticità della scuola pubblica.
La critica al centrodestra e la bocciatura da destra di Futuro Nazionale
Nel dibattito politico entra con forza l’influenza di Roberto Vannacci e della sua formazione politica, indicata dalle opposizioni come il reale termine di confronto della maggioranza. Per le esponenti del centro-sinistra e del centro moderato — tra cui Cecilia D’Elia (PD), Raffaella Paita (Italia Viva) e Daniela Ruffino (Azione) — il governo si sarebbe fatto dettare l’agenda dalla destra radicale.
Paradossalmente, le critiche più severe arrivano proprio sul fronte opposto da Futuro Nazionale (FnV). Il responsabile scuola del partito, Rossano Sasso, ha rigettato la misura definendola un’operazione d’impatto meramente formale:
“Avevamo chiesto una legge seria, non la solita fuffa della finta destra, non la solita timidezza moderata,” ha dichiarato Sasso. “La risoluzione di Futuro Nazionale approvata alla Camera indica la strada. Li aspettiamo al varco in Parlamento.”