L’audizione di Giuseppe Conte davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid scatena un duro scontro politico. L’ex premier deposita un esposto alla Procura sulla transazione con JC Electronics, difende le scelte d’emergenza e attacca direttamente la presidente del Consiglio. Meloni risponde rivendicando il diritto dei cittadini alla verità.
1. Il contrattacco di Conte: l’esposto su JC Electronics
Durante l’audizione durata oltre cinque ore a Palazzo San Macuto, il leader del M5S ha alternato la difesa tecnica delle scelte di governo tra il 2020 e il 2021 ad affondi verso la maggioranza, presentando un documento inedito consegnato in giornata ai magistrati:
- Fascicolo anonimo in Procura: Conte ha annunciato di aver consegnato alla Procura di Roma un documento ricevuto di recente relativo a un verbale del 2022 sulla fornitura di mascherine della JC Electronics.
- La critica alla transazione: Ha contestato la recente intesa con cui la Presidenza del Consiglio e il Ministero della Salute hanno riconosciuto a JC Electronics circa 100 milioni di euro per chiudere il contenzioso, chiedendo di fermare l’accordo: “Come si fa a dare 100 milioni prima del giudizio cautelare?”.
- La replica dell’azienda: La società di Colleferro ha replicato sottolineando che il documento citato è già stato vagliato e superato dalla magistratura, evidenziando le sentenze favorevoli e le certificazioni di conformità di INAIL e Agenzia delle Dogane.
2. Lo scontro diretto con Giorgia Meloni
Al termine dei lavori della Commissione, il presidente del M5S ha rivolto una sfida aperta alla presidente del Consiglio:
“Lei è la regista di questi attacchi. Mi me affronti politicamente; questi mezzucci e trucchetti non portano da nessuna parte.” — Giuseppe Conte, Leader M5S e ex Presidente del Consiglio
A stretto giro è giunta la replica della premier:
“Il lavoro della commissione Covid non è un processo a una persona, ma un dovere verso una nazione che ha pagato un prezzo altissimo. La verità non è un attacco politico: è un diritto degli italiani.” — Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio
3. I punti chiave dell’autodifesa di Conte in Commissione
Davanti ai commissari (con gli interventi critici dei deputati FdI Galeazzo Bignami, Francesco Filini e Alice Buonguerrieri), Conte ha rivendicato la correttezza del proprio operato:
- Stato d’emergenza e Dpcm: Ha ribadito che lo stato d’emergenza era “necessario” e che i Dpcm rappresentavano lo strumento più rapido per contrastare la pandemia.
- Vaccini e Piano Pandemico: Ha ricordato che il suo esecutivo ha avviato la campagna vaccinale su base volontaria (attribuendo l’obbligo al governo Draghi) e ha respinto le accuse di ammiccamenti al mondo no-vax: “Io non prendo voti no-vax, li lascio a voi”.
- Patto di Stabilità e PNRR: Ha difeso la trattativa europea per la nascita del Recovery Fund, criticando l’attuale governo per la firma sul nuovo Patto di stabilità e i piani di riarmo UE.
L’audizione dell’ex presidente del Consiglio riprenderà per la seconda sessione lunedì 14 settembre 2026.
“Cara Giorgia Meloni, io ci sono sempre stato e sempre ci sarò in ogni sede e occasione in cui si possano dare delle risposte al Paese. C’ero anche oggi in Commissione Covid. Dicci invece in quale cassaforte sono finite le chat del tuo amico Delmastro con un prestanome di un clan mafioso. Dicci dove sono finite le Regioni di centrodestra che avete scudato dalle domande sulla gestione Covid. Dicci quando Santanchè andrà in Tribunale senza protezioni e scudi sull’inchiesta per truffa Covid. Potrei continuare. Io oggi sono stato per ore a rendere conto e a rispondere. Tu li hai 5 minuti per rispondere all’Italia? A noi piace la verità, a voi evidentemente fa male”. Cosi’ il leader 5 stelle Giuseppe Conte replica a Giorgia Meloni sul profilo social della premier.