Barbara Floridia, presidente Commissione Vigilanza Rai
La crisi istituzionale attorno a Viale Mazzini precipita in un punto di non ritorno. Poche ore dopo lo strappo dei partiti di minoranza, si registra un secondo e clamoroso scossone: anche tutti i parlamentari del centrodestra hanno rassegnato le dimissioni in blocco dalla Commissione di Vigilanza Rai.
Il gesto azzera completamente l’organismo bicamerale e segna la fine (almeno per ora) della presidenza di Barbara Floridia (M5S). Lo scontro, consumatosi in un durissimo rimpallo di responsabilità, affonda le sue radici nell’autunno del 2024, quando la maggioranza fallì il tentativo di eleggere alla presidenza del Cda Rai la consigliera Simona Agnes (fortemente voluta da Forza Italia), scontrandosi con il muro dell’opposizione che non si presentò in aula per far mancare il quorum dei due terzi. Da allora, l’organismo ha vissuto quasi due anni di totale paralisi.
Lo scontro totale: “TeleMeloni” contro “Sequestro della sinistra”
I leader delle opposizioni hanno fatto quadrato attorno alla decisione, definendola un atto necessario per rompere la complicità con l’attuale gestione editoriale di Viale Mazzini:
Elly Schlein (Segretaria PD): «Le dimissioni sono un atto di responsabilità e un segnale di non complicità. “TeleMeloni” deve tornare a essere la Rai di tutti i cittadini italiani».
Giuseppe Conte (Leader M5S): «Mai vista un’occupazione così spregiudicata della Rai. La responsabilità politica di questo sfacelo ha un nome e un cognome: Giorgia Meloni».
Netta e speculare la replica dei parlamentari di centrodestra della ex bicamerale, che ribaltano le accuse sui banchi della minoranza: «Ci dimettiamo anche noi da una Commissione che è stata occupata, sequestrata e strumentalizzata in maniera irresponsabile dalla sinistra, che ha sfruttato cinicamente la legge che prevede i due terzi per il presidente. Siamo pronti a dare vita a una nuova Commissione in tempi rapidi per dare finalmente un presidente alla Rai».
Il retroscena: la mediazione fallita di La Russa
Il crollo della Vigilanza avviene nonostante i passati richiami del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al pieno funzionamento degli organi di garanzia. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha espresso rammarico svelando un retroscena sui tentativi di risoluzione:
IL DIRETTO CONFRONTO ISTITUZIONALE
├── LA RUSSA ACCUSA ──► "Ho tentato una mediazione mesi fa chiedendo all'opposizione una rosa
│ di nomi di garanzia. Sto ancora aspettando una risposta".
└── FLORIDIA REPLICA ──► "Decisione sofferta ma inevitabile. Restare e denunciare non è servito
a nulla davanti all'uso spregiudicato delle istituzioni di questa maggioranza".
Cosa succede adesso: lo spettro del nuovo stallo e i palinsesti
Spetterà ora ai presidenti delle Camere, La Russa e Fontana, chiedere ai gruppi parlamentari i nuovi nominativi per ricostituire la Commissione. Tuttavia, le minoranze sembrano intenzionate a ricandidare gli stessi identici membri e la stessa Floridia alla presidenza, col rischio concreto di generare un nuovo cortocircuito immediato.
Sullo sfondo restano due fronti caldissimi:
- La riforma della Rai al Senato: Il centrodestra potrebbe accelerare il cambio della legge per permettere l’elezione del presidente Rai a maggioranza semplice. Una mossa frenata però dal Tesoro, che pretende un proprio rappresentante in Cda a differenza della bozza iniziale.
- Il caso palinsesti ad Ancona: Le dimissioni giungono alla vigilia della presentazione dei palinsesti autunnali, fortemente contestati da Barbara Floridia per aver “garantito ponti d’oro a programmi trasformati in fallimenti” (con riferimento alle polemiche sul rinnovo ad Antonino Monteleone) e per aver “umiliato storici programmi” come Report. Il conduttore Sigfrido Ranucci non sarà presente ad Ancona poiché impegnato in un’udienza di mediazione per una causa di risarcimento, caso per il quale la Rai ha scelto di negargli la tutela legale aziendale.