A pochissimi giorni di distanza dalla visita di Stato (conclusasi con esiti incerti) del presidente americano Donald Trump a Pechino, il leader del Cremlino Vladimir Putin risponde occupando militarmente il palcoscenico della diplomazia asiatica. Il presidente russo atterrerà nella capitale del Dragone per un vertice blindato con l’omologo Xi Jinping, portando con sé una delegazione oceanica che descrive perfettamente il peso economico dell’evento: otto ministri chiave, la governatrice della Banca centrale Elvira Nabiullina, e i vertici di tutte le principali banche e colossi industriali di Stato russi.
Nello scacchiere geopolitico sconvolto dalla guerra parallela nel Golfo Persico tra Stati Uniti e Iran, Mosca non vuole essere lasciata fuori dai giochi e punta a rinsaldare quello che il Cremlino definisce un “partenariato strategico privilegiato con un profondo effetto stabilizzante sulla politica globale”.
Il raddoppio delle rotte energetiche: il dossier gasdotto La spina dorsale dell’alleanza tra l’orso russo e il dragone cinese si conferma essere l’energia, una rotta verso Est resa obbligatoria dal quasi totale azzeramento delle vendite in Europa (certificato dal recente rapporto UE RepowerEu). Il consigliere presidenziale Yuri Ushakov ha annunciato che al centro del faccia a faccia di mercoledì ci sarà il dossier dettagliato del Power of Siberia 2.
Questo faraonico progetto infrastrutturale prevede la costruzione di un nuovo gasdotto destinato a collegare i giacimenti della Siberia occidentale direttamente con la Cina settentrionale, garantendo a Pechino un flusso monstre di 50 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno. L’opera andrà ad affiancare il Power of Siberia 1 (attivo dal 2019 e capace di trasportare fino a 38 miliardi di metri cubi), sancendo la definitiva dipendenza economica russa dal mercato cinese.
Petrolio: forniture su del 35% e lo scudo della deroga USA Non c’è solo il gas. Mosca si propone a Pechino come il pivot della stabilità industriale in un momento in cui lo Stretto di Hormuz è sbarrato dalle ostilità:
- Il boom dell’export: Nel solo primo trimestre dell’anno corrente, la Russia ha aumentato le forniture di petrolio alla Cina del 35%, consegnando 31 milioni di tonnellate di greggio.
- La mossa tattica di Washington: Il Segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, ha concesso una deroga speciale di 30 giorni alle sanzioni sul greggio russo. Questa mossa della Casa Bianca permetterà di scaricare il greggio già bloccato a bordo delle petroliere ormeggiate in alto mare, nel tentativo di raffreddare la fiammata dei prezzi globali ma anche per sottrarre alla Cina la possibilità di fare incetta di petrolio russo “clandestino” a prezzi stracciati.
L’accordo energetico serve a dare ossigeno a un interscambio commerciale bilaterale che nel 2025, a causa del calo dei prezzi delle materie prime e della contrazione delle vendite di auto cinesi in Russia, ha subito la prima frenata dopo cinque anni di record, attestandosi a 228 miliardi di dollari (-6,9%).
Il conflitto in Ucraina: “Processo di pace in pausa” I due leader affronteranno inevitabilmente il dossier Ucraina, sul quale la Cina continua a proclamarsi neutrale invocando un tavolo negoziale. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha ammesso gelidamente che al momento “il processo di pace è in pausa”, rimproverando implicitamente a Washington di aver abbandonato il ruolo di mediatore estemporaneo per concentrarsi sul quasi-conflitto con l’Iran in Medio Oriente.
Mentre i leader si preparano a brindare, sul campo di battaglia i missili non si fermano:
- Pioggia di droni: Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato un massiccio attacco notturno russo condotto con 524 droni d’assalto e 22 missili balistici, che ha provocato una trentina di feriti.
- Il cargo cinese colpito: La Marina di Kiev ha riferito che un drone russo ha colpito accidentalmente nel porto di Odessa una nave cargo battente bandiera cinese, la KSL Deyang. Non si registrano feriti e il natante ha ripreso il mare.
- Le atomiche di Minsk: Nelle stesse ore, la Bielorussia ha dato il via a una serie di esercitazioni militari congiunte con la Russia per l’impiego tattico di armi nucleari.
IL RIEPILOGO DEI RAPPORTI ENERGETICI RUSSIA-CINA
- Power of Siberia 1 (Attivo): Capacità massima di trasporto pari a 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno.
- Power of Siberia 2 (In trattativa): Progetto strategico per convogliare ulteriori 50 miliardi di metri cubi annui verso la Cina.
- Export Petrolifero: Incremento del 35% dei volumi verso Pechino nel primo trimestre (31 milioni di tonnellate).
- Fatturato Bilaterale: Interscambio commerciale solido a quota 228 miliardi di dollari, nonostante la flessione del 6,9% registrata nell’ultimo anno.