MARIO DRAGHI
Mario Draghi riceve il prestigioso Premio Carlo Magno 2026 e trasforma la cerimonia nella Sala della Coronazione in un accorato manifesto per la sopravvivenza dell’Unione Europea. Di fronte a una platea di leader che include il cancelliere tedesco Friedrich Merz, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e la numero uno della BCE Christine Lagarde, l’ex premier italiano ha suonato l’allarme: l’Europa deve smettere di sperare nel compromesso con gli Stati Uniti di Donald Trump e iniziare a camminare con le proprie gambe.
“Siamo davvero soli insieme” Il cuore del discorso di Draghi è un’analisi spietata del mutato scenario transatlantico. “Il partner da cui ancora dipendiamo è diventato più conflittuale e imprevedibile”, ha dichiarato riferendosi alla nuova amministrazione Trump. “L’Europa ha cercato il negoziato e il compromesso, ma per lo più non ha funzionato. Ora siamo davvero soli insieme”.
Per Draghi, la dipendenza militare dagli USA è diventata una vulnerabilità che si riflette in ogni altro ambito: commerciale, tecnologico ed energetico. La soluzione non è però la paura, ma un “risveglio necessario” verso un’autonomia strategica che non indebolisca la Nato, ma la renda più matura grazie a un alleato europeo più forte e meno dipendente.
Il divario tecnologico e la sfida dell’IA L’ex presidente della BCE ha citato numeri allarmanti: dal 2019 il divario di produttività tra UE e USA è cresciuto del 9%, un gap alimentato dalla digitalizzazione americana. “L’intelligenza artificiale non è solo uno strumento, ma richiede una mobilitazione industriale su una scala mai vista”, ha avvertito, sottolineando che l’Europa investe nella ricerca per la difesa solo un decimo rispetto agli Stati Uniti e spreca 60 miliardi di euro l’anno a causa della frammentazione dei mercati nazionali.
Federalismo pragmatico contro la frammentazione La ricetta di Draghi per uscire dall’angolo è il superamento dei veti:
- Federalismo pragmatico: L’azione a ventisette è spesso “inadeguata”. Serve agire con chi ci sta per superare le rendite di posizione.
- Mercato unico completo: L’Europa è “troppo aperta verso l’esterno e troppo chiusa all’interno”. Bisogna integrare i mercati dei capitali e i sistemi energetici.
- Domanda europea: Bisogna usare il “Made in Europe” per garantire alle industrie dei semiconduttori e della difesa un mercato interno vasto e stabile.
L’omaggio dei leader L’intervento si è concluso con un lungo applauso plenario. Al termine della cerimonia, l’orchestra ha eseguito ‘Caruso’ di Lucio Dalla, un tocco di italianità per celebrare il premio a colui che, per molti a Bruxelles, resta la “riserva aurea” del continente. Draghi ha ricevuto inoltre un premio da un milione di euro, che ha annunciato di voler destinare al sostegno di progetti europei.